Dove: il cibo è cultura. Il Chilometro vero

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Otto strade dei vini e dei sapori, 22 chef stellati, 11 presìdi Slow Food, 126 Pat (prodotti agroalimentari tradizionali), 25 Dop e Igp. È il curriculum che ha permesso alla Lombardia orientale (Brescia, Bergamo Mantova, Cremona) di diventare Regione Europea della Gastronomia 2017. Che vuol dire eventi, menu speciali, squisitezze tipiche e sostenibili, itinerari a tema, senza trascurare l’arte. L’occasione per rilanciare la buona tavola lombarda, meno celebrata, ma non seconda rispetto a quella toscana e piemontese: cotechino contro fiorentina, agnoli contro plin. Dove ha esplorato quei 66 chilometri tra Mantova e Cremona che invitano a perdersi nella campagna fertile, fra pioppeti e nuvole di nebbia, stalle e basiliche, affreschi e osterie oleografiche.

Mantova: c’è ancora qualche tesoro da scoprire nella capitale della letteratura, oltre all’universale bellezza del-la Camera degli Sposi, di Palazzo Te e Ducale? La riapertura del settecentesco Palazzo d’Arco, saloni, quadri firmati dal Sodoma e da Tintoretto, da van Dyck e Lorenzo Lotto. E la sala dello Zodiaco, affrescata nel 1520 da Giovanni Maria Falconetto. Molti visitatori, frastornati dalla ricchezza d’arte della città, non si spingono fino alla Biblioteca Teresiana, dove si cammina quasi in punta di piedi fra imponenti scaffali in legno, 11 globi terrestri e celesti, volumi e incunaboli. Hanno un fascino che induce alla soggezione.

La storia è protagonista nel trecentesco Palazzo Castiglioni, dal 1780 della famiglia che discende da Baldassarre Castiglione, letterato e gentiluomo di corte presso Ludovico il Moro e i Gonzaga. “La figura del diplomati-co è nata con lui. Ed è stato ritratto dall’amico Raffaello”, racconta con signorile orgoglio il conte Guido Castiglioni. Le stanze sono all’altezza di tanta gloria: la suite Torre ha affreschi del ‘300; la Glicine ha il passaggio usato dai nobili per recarsi alla messa in Duomo. Ci sono tracce di pitture del ‘200 in un locale storico vicino al Palazzo, “dove un tempo finiva la città dei Gonzaga” precisa Vera Caffini, chef dell’Aquila Nigra, stellato dal 1987.

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