Tendenze turismo 2017: opportunità o rischi?

NUOVI OLIGOPOLI

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Il processo di aggregazione tra imprese turistiche sta attraversando una fase di forte crescita. Secondo l’agenzia Bloomberg, nel 2014 sono stati spesi 57.124 milioni di Euro per l’acquisizione di aziende operanti nel settore, una cifra più che doppia rispetto all’anno precedente.

La forte concorrenza a livello mondiale e la concomitante riduzione dei tassi di interesse ha sicuramente stimolato questo processo, che ha riguardato in particolare gli operatori dei viaggi online.

Fra le principali operazioni degli ultimi anni ricordiamo: il matrimonio tra Marriot e Starwood Hotel, che ha dato vita alla catena alberghiera più grande al mondo; la fusione tra il gruppo tedesco Tui Ag e la sua filiale britannica, Tui Travel, che ha portato alla nascita del maggior gruppo mondiale di turismo; l’acquisizione di Club Med da parte della Fosun International e degli hotel di lusso Fairmont, Raffles e Swissotel da parte della catena francese Accor.

Questo processo di aggregazione ha interessato anche i giganti delle OTA (Online Travel Agency), ossia Expedia e Priceline. La prima ha acquisto negli anni Travelocity, Orbitz e HomeAway mentre la seconda Booking e Trivago. Oggi queste compagnie dominano il mercato del commercio online sia in America che in Europa, tanto che è possibile parlare di una situazione di duopolio che può creare numerose difficoltà sia per gli operatori che per i consumatori. Negli Stati Uniti, Expedia e Priceline hanno una quota di mercato pari al 95%; in Europa, queste compagnie insieme ad HRS arrivano al 90%. Ciò nonostante si possa avere l’impressione di avere a disposizione numerosi siti web dove prenotare voli, alloggi o ristoranti.

Il rapporto ambivalente tra OTA e grandi catene alberghiere, spesso “amici-nemici”, potrebbe arrivare ad un punto di svolta. Entrambe hanno bisogno l’uno dell’altra, ed è probabile che i rapporti di collaborazione, come quello tra la catena Marriott ed Expedia, aumenteranno sempre più in futuro.

XXL

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Nel turismo progetti e costruzioni stanno avanzando velocemente: in tutto il mondo diversi milioni di Euro sono stati e saranno investiti in mega progetti, quali aerei superjumbo, navi da crociera mastodontiche, dirigibili giganti, … pur con risultati a volte contrastanti.

L’Airbus A380 è tra i più grandi aerei di linea e può ospitare un numero di passeggeri superiore a qualsiasi altro velivolo commerciale. La sua fortuna commerciale tuttavia non è al pari delle sue dimensioni: nel luglio 2016 l’amministratore delegato della compagnia ha infatti annunciato una drastica riduzione della produzione di questo aeromobile a partire dal 2018.

Importanti compagnie aeree hanno rinunciato all’acquisto dell’Airbus A380 grazie al costante miglioramento delle prestazioni degli aeromobili “tradizionali”, oggi più efficienti e in grado di coprire distanze maggiori rispetto al passato.

Un altro caso emblematico di questa tendenza a costruire mezzi da trasporto extra-large è la nave da crociera “Harmony of the Seas” della compagnia di navigazione Royal Caribbean. Si tratta ad oggi della nave da crociera più grande al mondo, in grado di ospitare oltre 5 mila passeggeri, e dispone di una vasta gamma di attrazioni, tra cui lo scivolo più alto che esista su una nave da crociera, il primo bar gestito da barman-robot e camere con balcone virtuale. Secondo la compagnia di navigazione, sono le navi di grandi dimensioni ad attrarre maggiormente il turista, poiché può fare esperienza di una vasta gamma di servizi e quindi soddisfare le proprie necessità.

Ancora in fase di progettazione è il dirigibile “Airlander 10”, che si è alzato per la prima volta in volo lo scorso Agosto. Si tratta del più grande dirigibile mai costruito. Lungo 49 metri, può trasportare carichi molto più pesanti rispetto ai dirigibili convenzionali, salire fino 4.900 metri d’altezza e muoversi alla velocità di 148 chilometri all’ora, consumando decisamente meno di un aereo

ORIGINALI O COPIE?

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In ogni angolo del mondo possiamo trovare riproduzioni di opere artistiche, monumenti e addirittura intere città. A volte si tratta di creazioni artificiali nate con il solo scopo di attrarre turisti, basti pensare alle numerose repliche della città di Venezia presenti.

In altri casi la creazione di copie è ritenuta necessaria ai fini della tutela del patrimonio. Un eccessivo afflusso di turisti può portare a serio pericolo la sopravvivenza di tali beni: pensiamo alla Cappella Sistina a Roma o al Cenacolo di Leonardo da Vinci a Milano, mete turistiche fra le più ambite, ma al tempo stesso beni culturali di inestimabile valore e sensibili al degrado.

In Francia, nel luglio 2015 è stata aperta la grotta di Chauvet-Pont, replica dell’omonimo sito preistorico, uno fra i più importanti e noti a livello europeo. Questa “nuova” grotta permette ai visitatori di ammirare una perfetta riproduzione della grotta e delle sue manifestazioni di arte parietale.

Sempre in Europa troviamo le nuove grotte di Lascaux in Francia e Altamira in Spagna, riproduzioni degli omonimi siti preistorici.

Queste copie sono molto apprezzate dai turisti, i quali le visitano pur essendo consapevoli che si tratta di riproduzioni. Al tempo stesso, esse sono oggetto di critica da parte degli esperti a causa della loro mancanza di autenticità.

IL CAMBIAMENTO CLIMATICO

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Il cambiamento climatico rappresenta una delle sfide del futuro per l’intero settore turistico. In Europa si stima che nel corso degli ultimi 35 anni la durata media della stagione estiva sia aumentata di circa 6 giorni ogni 10 anni. E, nei prossimi decenni, si prevede un incremento delle ondate di calore e dei periodi di intensa siccità, in particolare nelle regioni del Mediterraneo.

Il turismo oggi è responsabile del 5% delle emissioni globali di gas ad effetto serra. Gli effetti della variazione del clima sul comparto turistico saranno molteplici e di natura opposta. Da un lato le stagioni intermedie (primavera e autunno) saranno caratterizzate da temperature più miti. Le destinazioni ne potranno trarre beneficio poiché potranno offrire proposte attrattive anche in periodi di tradizionale bassa affluenza. Dall’altro, è possibile un aumento dei fenomeni meteorologici estremi quali, ad esempio, precipitazioni eccezionali, ondate di calore con temperature molto elevate, uragani, tifoni e cicloni. Si tratta di situazioni che possono compromettere anche in modo molto serio l’attività turistica.

Si pensi, a tal proposito, che 31 siti riconosciuti dall’UNESCO come patrimonio dell’umanità potrebbero trovarsi in serio pericolo nell’arco di 15 anni a causa delle variazioni del clima. E aree costiere ora abitate da oltre 760 milioni di persone rischiano di essere sommerse nell’arco di 1-2 secoli a causa dell’innalzamento delle temperature medie, stimato in circa 4°C.

Il cambiamento climatico rappresenta una grande minaccia a livello economico. Secondo la compagnia assicurativa Munich Re, i danni causati da fenomeni climatici a livello globale hanno raggiunto i 2,8 miliardi di euro tra il 1980 e il 2012. E il 74% di tali perdite è legata a fenomeni meteorologici estremi.

Anche in Italia il clima sta cambiando. L’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA) ha evidenziato negli ultimi decenni un calo delle precipitazioni, più accentuato nelle regioni settentrionali e centrali, accompagnato da un aumento generalizzato delle temperature medie. In particolare nell’anno 2015, quando quasi tutti i mesi dell’anno sono stati più caldi della norma. Questa situazione ha messo e continua a mettere in difficoltà gli operatori delle stazioni sciistiche alpine e appenniniche, in particolare quelle situate alle altitudini più basse.