Italia, meta desiderata ma non scelta. Serve mettere a sistema le eccellenze

Il 2018 sarà l’anno internazionale del cibo italiano nel mondo. Il recente annuncio, dato dal ministro dei Beni culturali Dario Franceschini, sottolinea la volontà di valorizzare e mettere a sistema le tante eccellenze del nostro Paese, come ad esempio hanno fatto negli scorsi anni Paesi quali la Scozia e l’Australia.

L’interesse verso le esperienze enogastronomiche è in forte aumento rispetto agli anni scorsi e quest’iniziativa certifica come il patrimonio enogastronomico venga per la prima volta considerato un elemento strategico su cui puntare. L’Italia è oggi tra i Paesi più desiderati, ma non tra quelli poi effettivamente scelti.
Una strada per colmare questo distacco è lo stringere un rapporto più saldo tra i nostri punti di forza: arte, cultura, cibo e turismo. Preziose e da incentivare sono le occasioni in Italia in cui arte e gusto si integrano, dando vita ad esperienze in cui l’elemento artistico si inserisce come novità. Cantine di design ed eventi enogastronomici con performance musicali o artistiche sono alcuni degli esempi più noti.

Cosa potremmo immaginare per il 2018? Vediamo gli esempi di Australia e Scozia, fra le numerose destinazioni che hanno deciso di puntare sull’enogastronomia per riposizionarsi in modo innovativo e maggiormente competitivo sul mercato turistico.

L’ente del turismo nazionale Tourism Australia, consapevole della ricchezza enogastronomica del proprio territorio, ha sviluppato nel 2013 la campagna di marketing “Restaurant Australia” volta a promuovere l’Australia, come una delle principali mete di turismo enogastronomico al mondo, attraverso la quale è stato possibile identificare le eccellenze enogastronomiche e aumentare la
consapevolezza dell’Australia come meta di turismo enogastronomico tra i consumatori.

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