Turismo e agricoltura tendenze al forum mondiale dell’UNWTO

Si è conclusa la quarta edizione del Forum Mondiale sul Turismo Enogastronomico, evento organizzato dall’Organizzazione Mondiale del Turismo (UNWTO), dal Governo della Tailandia e dal Basque Culinary Centre. Tenutosi a Bangkok dal 30 maggio al 1 giugno, ha visto la partecipazione di operatori del settore, esponenti di governo ed esperti accademici di 52 Paesi, riunitisi per discutere delle opportunità che le innovazioni tecnologiche potranno offrire in termini di coinvolgimento ed esperienziali. Anche quest’anno Roberta Garibaldi, coordinatore dell’Osservatorio sul Turismo Enogastronomico, ha rappresentato l’Italia a questo appuntamento.

Qualche nuovo numero

L’enogastronomia si conferma essere uno dei maggiori driver nella scelta della meta. Il ruolo delle nuove tecnologie in questo processo è rilevante: il 95% dei viaggiatori inizia a pianificare la  vacanza e le esperienze da svolgere ricercando informazioni sul web e il 40% legge le recensioni degli altri utenti prima di prenotare (Google Traveller Report). Ma solo il 19% prenota online le attività a cui parteciperà. Il mercato dei portali di esperienze presenta quindi ampi margini di crescita, considerando che solo il 3%  del totale delle vendite di questo segmento è attribuibile alle OTA (Online Travel Agencies) (Phocuswright, 2017).

 Tecnologia e turismo enogastronomico: un binomio da sviluppare

Il tema cardine è stato affrontato sotto molteplici punti di vista. L’innovazione tecnologica si traduce in piattaforme che facilitano il contatto tra produttore e utente finale prima del viaggio e la fidelizzazione di quest’ultimo successivamente. Si declina in nuovi strumenti che, durante la vacanza, contribuiscono a rendere l’esperienza turistica più coinvolgente e interattiva, consentendo all’utente di essere co-creatore della stessa. Fornisce supporti per l’analisi dei Big Data da parte delle destinazioni, consentendo di trasformare il mero dato numerico in evidenze su cui è possibile basarsi per prendere decisioni strategiche. Infine, si può tradurre in sistemi che consento di tracciare l’intera catena di approvvigionamento del cibo, garantendo al tempo stesso una maggiore qualità per il consumatore e una protezione contro le possibili frodi per il produttore.

Ma l’importante appuntamento è stato occasione anche per presentare buone pratiche di turismo enogastronomico. Tra queste spicca la Tailandia, padrona di casa. La cucina Thai, famosa in tutto il mondo, ha le sue radici nell’agricoltura che è stata la fonte di sostentamento del Paese ancor prima dell’avvento del turismo. Ora il Governo sta collegando i due settori con una serie di nuove iniziative. A livello culinario, lo scorso anno è stata lanciata la prima Guida Michelin Bangkok, con 3 ristoranti premiati da 2 stelle, 14 con una stella e 35 Bib Gourmand. Anche la Corea sta assistendo a una fioritura delle esperienze legate a turismo e agricoltura. Negli anni recenti il crescente interesse verso il Kimchi, il famoso piatto a base di cavolo fermentato, e la pasta di soia ha creato un turismo in visita alle fattorie produttrici che ha coinvolto oltre 2 milioni di persone. Singapore, che ha come primo mercato la Cina, il secondo l’India e il terzo il mercato mussulmano, ha scelto un interessante metodo di promozione. Il tema della cultura e dei prodotti enogastronomici Peranakan, in una versione romanzata, sono inseriti nelle popolari serie televisive The Little Nyonya diffuse attraverso Netflix. Basta pensare che 86 milioni di viaggiatori in Cina guardano Netflix per comprenderne la portata.

 Prospettive per il futuro

Il turismo enogastronomico può rappresentare la base per uno sviluppo sostenibile del territorio. Può stimolare la nascita di politiche e strategie atte alla preservazione delle identità culinarie, rafforzare il processo di crescita e partecipazione della comunità e contribuire a creare nuovi posti di lavoro. Come ha affermato il segretario generale dell’UNWTO in conclusione del summit, in questo processo le nuove tecnologie svolgeranno un ruolo fondamentale. Saranno dei facilitatori, potranno contribuire a preservare e promuovere l’autenticità nelle comunità locali e valorizzare l’esperienza turistica. Forniranno, inoltre, un collegamento diretto tra l’utente e i piccoli produttori, ancora oggi debole.

Ai fini di una crescita armoniosa del segmento, appare però opportuno, oltre che necessario, agire su più fronti. A livello di governance, promuovendo l’integrazione tra produttori agroalimentari e le piccole e medie imprese del turismo e favorendo la digitalizzazione delle stesse attraverso specifiche misure di sostegno. Verso il consumatore, aumentandone il coinvolgimento e il contributo nella creazione dell’esperienza turistica anche attraverso i social media. Dal punto di vista della ricerca, attraverso studi che consentano di capire i pattern di comportamento del turista e l’impatto economico di questo segmento. Per far fronte a questi cambiamenti sarà fondamentale essere preparati, con un continuo aggiornamento delle conoscenze e delle competenze di tutti gli attori coinvolti.

Si tratta di temi che, molto probabilmente, verranno discussi nelle prossime edizioni del Forum Mondiale sul Turismo Enogastronomico, che tornerà in Europa facendo tappa nel 2019 a San Sebastian e nel 2020 nelle Fiandre.

Comunicato stampa (in lingua inglese)