Enoturismo, arriva il decreto: le linee guida e standard minimi di qualità

Firmato il decreto che regola la disciplina enoturistica: “Linee guida e gli indirizzi in merito ai requisiti e agli standard minimi di qualità per l’esercizio dell’attività enoturistica”. Il Ministero delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo, a pochi giorni dall’annuncio che l’Italia ospiterà nel 2021 la Global Conference on Wine Tourism (organizzata UNWTO) da un chiaro segnale agli operatori.

Secondo il decreto, all’Articolo 1,“Sono considerate enoturistiche tutte le attività formative e informative rivolte alle produzioni vitivinicole del territorio e la conoscenza del vino con particolare riguardo alle indicazioni geografiche (DOP, IGP) nel cui areale si svolge l’attività”. A titolo esemplificativo vengono elencate le seguenti attività:

  • le visite guidate ai vigneti di pertinenza dell’azienda, alle cantine
  • le visite ai luoghi di esposizione degli strumenti utili alla coltivazione della vite, della storia e della pratica dell’attività vitivicola ed enologica
  • le iniziative di carattere didattico, culturale e  ricreativo  svolte nell’ambito delle cantine e dei vigneti (compresi la vendemmia didattica, le attività di degustazione e commercializzazione delle produzioni vitivinicola aziendali, anche in abbinamento ad alimenti).

Riguardo a quest’ultimo punto il decreto (Art.2) va ad escludere le attività ristorative considerando in abbinamento alla degustazione dei vini solamente “prodotti agroalimentari, anche manipolati o trasformati dall’azienda stessa e pronti per il consumo”. Inoltre dovranno prevalere i prodotti IGP DOP e PAT della regione e nazionali.

L’Articolo 2 del decreto riafferma i requisiti generali anche di carattere igienico-sanitario e di sicurezza e stabilisce linee standard per regolare l’attività enoturistica:

  • apertura settimanale o anche stagionale di minimo tre giorni, all’interno dei quali possono essere compresi la domenica, i giorni prefestivi e festivi;
  • strumenti di prenotazione delle visite, preferibilmente informatici;
  • cartello da affiggere all’ingresso dell’azienda che riporti i dati relativi all’accoglienza enoturistica, ed almeno gli orari di apertura, la tipologia del servizio offerto e le lingue parlate;
  • sito o pagina web aziendale;
  • indicazione dei parcheggi in azienda o nelle vicinanze;
  • materiale informativo sull’azienda e sui suoi prodotti stampato in almeno 3 lingue, compreso l’italia;
  • esposizione e distribuzione del materiale informativo sulla zona di produzione, sulle produzioni tipiche e locali con particolare riferimento alle produzioni con denominazioni di origine sia in ambito vitivinicolo che agroalimentare, sulle attrazioni turistiche, artistiche, architettoniche e paesaggistiche del territorio;
  • ambienti dedicati e adeguatamente attrezzati per l’accoglienza e la tipologia di attività in concreto svolte dall’operatore enoturistico;
  • il personale addetto dotato di competenza e formazione, anche sulla conoscenza delle caratteristiche del territorio compreso tra il titolare dell’azienda o famigliari, dipendenti e collaboratori esterni.
  • l’attività di degustazione deve essere effettuata con calici in vetro o altro materiale;
  • lo svolgimento delle attività di degustazione e commercializzazione da parte di personale dotato di adeguate competenze e formazione

La formazione tecnico-pratica degli addetti ai lavori così come  il compito di vigilare è affidato alle regioni, ai comuni invece le aziende che si apprestano ad avviare l’attività enoturistica dovranno presentare la e la SCIA (segnalazione certificata di inizio di un’attività)

L’Articolo 3 infine decreta la necessità di un simbolo nazionale che venga adottato dalle cantine a vocazione enoturistica, un logo universale di cui beneficeranno i soggetti che svolgeranno tale attività.

Il decreto si rivela una solida base che sancisce le linee da seguire per il comparto. Lo step successivo dovrebbe vertere sulla concretizzazione in chiave strategica di un piano d’azione che consenta al settore di fare un balzo in avanti e di garantire qualità ed eccellenza fornendo agli operatori validi strumenti di supporto.

FonteLinee guida e gli indirizzi in merito ai requisiti e agli standard minimi di qualità per l’esercizio dell’attività enoturistica

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