Food Travel Monitor: cresce il turismo del gusto. Italia, prima meta golosa del mondo

Il Belpaese è La Mecca dei viaggiatori golosi. Eppure solo il 21% degli Italiani si considera un culinary travel (contro il 46,5% della media all’estero) e solo il 33% si sente un esperto di food (contro il 72% degli altri). Ma è boom per il turismo enogastronomico e il trend è destinato a crescere. Come dimostra il Food Travel Monitor 2016, il più importante studio internazionale sul tema.

“S ì, viaggiareeee”… Ma oggi Lucio Battisti canterebbe “Sì, gustareeeee”. È boom per il viaggio enogastronomico. Il 49% dei turisti internazionali sono mossi dalla gola:

scelgono la destinazione non più, e non solo, in base al luogo ma per quello che là si può assaggiare. Si delinea così sempre più un “turismo di esperienze” e quella gourmand (cibo, vino e sempre più birra) supera di fatto la motivazione culturale. Ben il 93% dei viaggiatori, durante le vacanze, ha visitato una cantina o una fattoria, ha visto all’opera un casaro o un mastro birraio, ha venerato i grandi chef negli showcooking dei festival o ha assaltato un food truck a caccia di street food. A tracciare il trend di crescita del fenomeno è il Food Travel Monitor 2016, il più importante studio internazionale sul turismo enogastronomico presentato dalla World Food Travel Association. Undici i Paesi in cui è stata condotta la ricerca: Italia, Francia, Germania, Irlanda, Regno Unito, Spagna, Australia, Cina, India, Messico e Stati Uniti. Ne saltano fuori sorprese dolci e amare: l’Italia (insieme a Francia e Giappone) è per tutti La Mecca dei golosi.

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