Gavi capitale del primo vino a “denominazione artistica”

Gavi caput mundi. Per tre giorni – da domani a domenica – il minuscolo borgo della Val Lemme, dominato dal Forte, diventa capitale del vino, dell’arte e della storia. Unica deviazione concessa, ai turisti e agli appassionati di vino, è all’area archeologica di Libarna, sulla via Postumia, per un viaggio a ritroso nel tempo fino alle origini del vino, con degustazioni e street food dell’antica Roma. Ciceroni, i soci del consorzio tutela del Gavi, che comprende 11 Comuni, si estende su una superficie di 1500 ettari, conta 440 aziende e impiega 5 mila persone nell’intera filiera per un totale di 55 milioni di fatturato.

Gavi è stata scelta, quest’anno, e in occasione della tre giorni «Valore Forte – Gavi for Arts», dal Centro studi per il turismo dell’Università di Bergamo per presentare il primo rapporto nazionale «Wine Food&Arts, in Italia». Assieme al consorzio di tutela, presieduto da Maurizio Montobbio, gli esperti del centro studi hanno osservato 219 progetti di realtà (consorzi e produttori) che sono riuscite a legare, con successo, vino cibo arte e cultura.

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