Il turismo enogastronomico in Spagna

José María de Juan Alonso, KOAN Consulting- Zaida Semprún, World Shopping Tourism Network

La catena del valore legata all’industria agroalimentare e vitivinicola genera il 33% del prodotto interno lordo della Spagna. L’enogastronomia ha anche una grande rilevanza a livello turistico: i dati presentati al V Forum Mondiale sul Turismo Enogastronomico dell’Organizzazione Mondiale del Turismo – UNWTO (anno 2019) stimano in oltre 260 mila i turisti che si sono recati nel Paese iberico per questo motivo, segnando aumento del 16,7% rispetto all’anno precedente.
In termini di incidenza, questi turisti rappresentano il 20% del totale in base alle stime della Real Academia de la Gastronomía de España. La spesa complessiva ammonta a 18 milioni di Euro nel 2018 (World Tourism Forum, 2019). Una cifra in netta crescita se confrontata con il dato del 2014, che indicava 9 milioni di Euro (Ostelea, 2015).
La fotografia al 2014 (Ostelea, 2015) indica come principali Paesi di origine dei turisti enogastronomici Stati Uniti, Francia, Svizzera, Italia, Belgio, Paesi Bassi, Irlanda, Paesi del Nord Europa, Germania e Portogallo. Le regioni con il maggior numero di questi viaggiatori sono La Rioja, Andalusia, Madrid, il principato delle Asturie e Catalogna.

l profilo del turista enogastronomico che visita la Spagna

Il profilo del turista enogastronomico in Spagna è eterogeneo, con interessi che spaziano dalla cultura del cibo e del vino locale ai prodotti gourmet. Possiamo tuttavia identificare tre principali tipologie:
⁃ Il turista intenzionale o con alta motivazione. Riguarda circa la metà dei turisti enogastronomici. Ha un profilo medio-alto, con una buona disponibilità economica, possiede un forte interesse verso la cultura enogastronomica, ha un forte desiderio di viaggiare oltre che manifestare interesse verso le questioni sociali e ambientali. Vuole primariamente scoprire e sperimentare la cucina locale e conoscerne le origini, Spende circa la metà del suo budget in attività ed esperienze a tema.
⁃ Il turista opportunista. Interessa circa un quarto dei turisti enogastronomici. Ama scoprire la cucina locale, anche se questo suo desiderio non rappresenta il primario motivo di viaggio. Partecipa ad esperienze non troppo coinvolgenti e facilmente accessibili, come la visita ai mercati locali; si interessa verso proposte più coinvolgenti quando sono attrattive.
⁃ L’accidentale. Non si tratta di un turista enogastronomico in senso stretto, ma semplicemente è una persona che desidera scoprire l’enogastronomia durante i suoi viaggi.

Le sfide del turismo enogastronomico in Spagna

Il futuro del turismo enogastronomico in Spagna passa dall’affrontare alcune sfide. La prima, e principale, riguarda la necessità di creare e commercializzare esperienze turistiche a tema nelle aree rurali ed interne del Paese. In questi luoghi una parte dell’offerta tradizionale e dei prodotti tipici locali viene persa ogni anno a causa dello spopolamento e della perdita della diversità nelle culture agricole..
A differenza di quanto avviene nelle grandi città e nella aree costiere più popolari, dove questa offerta cresce costantemente ogni anno. Fra le altre sfide si annoverano:
⁃ la divulgazione di un turismo enogastronomico di qualità verso un pubblico più ampio, dato che questa offerta ha ancora un prezzo elevato e riguarda prodotti gourmet;
⁃ l’impegno per una enogastronomia sana anche in risposta all’aumento di allergie e intolleranze nella popolazione;
⁃ la riduzione dei prezzi e l’espansione dei canali di distribuzione dell’offerta enogastronomica salutare, sia verso il grande pubblico che verso i turisti, i quali richiedono sempre più questo tipo di offerta;
⁃ Il sostegno ai prodotti locali a chilometro zero, i quali devono anche caratterizzarsi per una chiara tracciabilità;
⁃ la professionalizzazione del settore, che necessita di figure come guide multi-lingua specializzate, esperti di prodotto, …;
⁃ la necessità di un’enogastronomia sempre più sostenibile, anche attraverso la riduzione delle emissioni di gas serra legate
⁃ l’attenzione alla diversità enogastronomica dei profili sociali, culturali e religiosi sempre più vari nella domanda turistica;
⁃ il necessario equilibrio tra tradizione e innovazione;
⁃ la riduzione degli sprechi alimentari nella ristorazione e nell’ospitalità.