La Puglia e il turismo enogastronomico

La Puglia è sicuramente una delle regioni italiane più ricche dal punto di vista dell’offerta enogastronomica, con oltre 350 prodotti tipici (fra cibi e vini a indicazione geografica, presidi Slow Food e Prodotti Agroalimentari Tradizionali), 12 Strade del Vino e dei Sapori, 188 masserie didattiche, senza considerare gli oltre 12.000 ristoranti, i quasi 1.800 agriturismi, i Musei a tema, i frantoi e le cantine, le Città del Vino e dell’Olio e i micro-birrifici.

“In base ai risultati di un’indagine che abbiamo condotto a livello nazionale per determinare la propensione degli italiani alla vacanza enogastronomica – spiega Roberta Garibaldi, autrice nel 2018 del Primo Rapporto sul Turismo Enogastronomico Italiano – la Puglia è la terza regione preferita, dopo Toscana e Sicilia, in cui fare questo tipo di viaggio; anche nella classifica delle regioni proposte dai Tour Operator tradizionali – italiani e stranieri – la Puglia si conferma in terza posizione, dopo Toscana e Veneto.”

I dati – aggiornati a settembre di quest’anno – ci dicono che l’80% degli italiani che cerca online indicazioni e suggerimenti per organizzare una vacanza o un weekend all’insegna dell’enogastronomia, è interessato a corsi di cucina o tour che prevedano anche delle degustazioni, quindi l’esperienza del palato è una “molla” fondamentale che orienta la scelta di un viaggio, con la gastronomia e il vino che fanno da traino.

“I prodotti tipici e i vini della Puglia sono assolutamente capaci di generare un indotto economico anche dal punto di vista turistico – commenta Roberta Garibaldi – con Bari e Lecce al primo e secondo posto per quanto concerne l’entità dell’offerta.”

Si stima che, a livello mondiale, circa il 93% dei turisti leisure partecipa a esperienze enogastronomiche memorabili nel coso della vacanza, mentre il 49% ha intrapreso un viaggio avente come motivazione primaria l’enogastronomia (World Food Travel Association, 2016). Mangiare piatti tipici del luogo in un ristorante locale, visitare un mercato con prodotti del territorio e comprare cibo da un food truck sono le esperienze predilette da chi sceglie la vacanza enogastronomica (indicate rispettivamente dal 78%, 69% e 65%); un elevato interesse riscuotono anche le esperienze a tema beverage: il 42% dei turisti in viaggio per cibo e per vino ha visitato una cantina, il 38% ha partecipato a un evento a tema birra e il 34% a tema vino, e il 24% si è recato in una distilleria e/o in un micro-birrificio.

“Queste propensioni e tendenze si confermano anche per quanto concerne la Puglia – continua Garibaldi – con un alto indice di gradimento da parte di chi ha partecipato a una degustazione di prodotti tipici (cibo o vino) in un’azienda agricola o vitivinicola locale, o ha preso parte a un evento a tema enogastronomico, come eventi e festival legati al cibo, al vino e alla birra. L’interesse per l’enogastronomia influenza profondamente la scelta della destinazione del viaggio, tanto che, a livello nazionale, il 63% dei turisti italiani ritiene importante l’offerta enogastronomica locale o esperienze legate all’enogastronomia quando decide la meta della propria vacanza.”

Ma oltre al tema cibo/vino, quali altre esperienze cercano i turisti che scelgono la Puglia come meta per le proprie vacanze?

“Dalla ricerca che abbiamo condotto – illustra Roberta Garibaldi – sono il mare e le città d’arte, dove visitare monumenti e musei, le motivazioni di natura non enogastronomica che i turisti che viaggiano in Puglia alla ricerca wine & food experience abbinano all’esperienze del gusto. Ciò pone due obiettivi: valorizzare la componente enogastronomica verso il grande pubblico, quindi rendere fruibili e integrare la pluralità di esperienze enogastronomiche disponibili nel territorio pugliese nei confronti dei turisti che viaggiano con motivazioni mare, cultura, religione; attivarsi per incrementare le presenze dei turisti che si muovono con motivazione enogastronomica pura. La forte propensione dimostrata nelle indagini di mercato verso la scelta della Puglia come meta eno-gastro-turistica dimostra quanto possa essere attrattivo il comparto anche per una domanda in crescita come quella del turista enogastronomico puro.”