Le opinioni delle associazioni: Antonio Balenzano, Associazione nazionale Città dell’Olio

Come cambierà il turismo enogastronomico nei prossimi cinque anni?

La crescita di consapevolezza e conoscenza del settore gastronomico italiano da parte del turista/consumatore corrisponderà ad una ricerca di specificità e autenticità dei prodotti ma anche dei luoghi di produzione.

Dai «fornitori» di turismo enogastronomico, il turista attento ed informato si aspetterà sempre una maggiore «veridicità» del prodotto turistico e ciò vale per ogni segmento della filiera: dalla produzione alla ristorazione, passando attraverso l’organizzazione di eventi e percorsi del gusto.

Il turismo del futuro, sarà sempre più orientato verso tutto ciò che è autentico, alla ricerca di esperienze uniche, “confezionate per loro” da chi ha privilegiato qualità e coerenza.

Le sagre e gli eventi enogastronomici di massa cederanno il passo ad un turismo emozionale, caratterizzato dal contatto diretto, personale ed umano con produttori, ristoratori e aziende.

Protagonista dello storytelling legato alle nostre eccellenze non sarà più solo il prodotto con le sue peculiarità ma soprattutto l’homo faber dalle cui mani nasce, depositario e moltiplicatore di una coltura/cultura, cioè di una storia enogastronomica legata al cibo come elaborazione e scrigno di tradizioni e saperi passati. Nell’epoca dell’iper-comunicazione sul cibo e sul turismo del cibo, si procederà verso una selezione delle informazioni verso la «specificità» propria di prodotto e territorio insieme, ricercando nella cultura del cibo, la vita, le emozioni e le passioni più autentiche.