Il comportamento del turista

Introduzione

Il turismo del formaggio rappresenta una nicchia in crescita all’interno del panorama enogastronomico italiano. Circa il 32,7% dei turisti italiani (pari a 6,8 milioni di persone) ha dichiarato di aver vissuto esperienze legate al formaggio. Per comprendere meglio il fenomeno è utile analizzare il comportamento dei viaggiatori: dalle fonti informative utilizzate, ai canali di prenotazione, fino alle preferenze di trasporto e alloggio.

Come i turisti scelgono le esperienze

Fonti di informazione

Le decisioni di viaggio legate al turismo enogastronomico caseario derivano da una pluralità di fonti:

  • consigli di parenti e amici (55,6%),

  • social media come Instagram (39%) e Facebook (37,8%),

  • siti web di turismo ed enogastronomia (37,8%),

  • programmi e serie televisive (32,7%).

Le riviste di viaggio e le guide specializzate hanno un ruolo marginale, pur mantenendo una certa influenza nelle generazioni più adulte.

Differenze generazionali

  • Generazione Z: preferisce Instagram, TikTok e YouTube.

  • Millennials: prediligono Facebook.

  • Generazione X e Boomers: utilizzano ancora fonti online, ma si affidano maggiormente a guide e riviste.

Approfondisci i trend nel Rapporto sul turismo caseario in Italia

Modalità di prenotazione

La centralità dell’online si conferma anche nelle prenotazioni:

  • telefono (33,9%),

  • intermediari online (31,4%),

  • e-mail (30,8%),

  • portali turistici delle destinazioni (26,5%).

Una volta in loco, tuttavia, prevale la prenotazione diretta (39%). Agenzie di viaggio e tour operator hanno un ruolo minore sia prima che durante la vacanza.

Trasporto e accessibilità

Il mezzo di trasporto più utilizzato per visitare le aziende casearie e vitivinicole è l’automobile (85,8%). Tuttavia, emerge il desiderio di ridurne l’uso nei viaggi futuri (-17,9%), a favore di alternative più sostenibili:

  • bicicletta (+5,3%),

  • treno (+2,7%),

  • altri mezzi pubblici (+2,5%).

Questa tendenza riflette la crescente attenzione verso forme di mobilità green anche nel turismo enogastronomico.

Scelte di alloggio

Le preferenze di pernottamento dei turisti del formaggio sono concentrate su:

  • Bed & Breakfast (53,6%),

  • Agriturismi (37,6%),

  • Alberghi (34,5%).

Forme di accoglienza più specializzate – come hotel a tema cibo, vino e olio, o relais di campagna – sono ancora poco diffuse, ma molto desiderate dai viaggiatori (+8% di scarto tra utilizzo attuale e interesse futuro). Questo indica un potenziale per sviluppare strutture ricettive integrate con l’esperienza produttiva.

Conclusione

Il turismo del formaggio non riguarda solo degustazioni e visite ai caseifici, ma include decisioni complesse su canali informativi, prenotazioni, trasporto e alloggio. La domanda futura si orienta verso esperienze più sostenibili, immersive e legate al territorio, aprendo nuove opportunità di sviluppo per operatori e destinazioni.