Turismo enogastronomico Friuli Venezia Giulia

Una commistione di culture la cucina del Friuli Venezia Giulia che ha assorbito le influenze slave mitteleuropee e venete in una tradizione in grado di spaziare tra diversi sapori.

Tra i prodotti di eccellenza DOP spicca il nome del prosciutto di San Daniele, conosciuto in tutto il mondo, accompagnato dal formaggio di Montasio che rispetta ancora i canoni di preparazione della tradizione antica. Tra i prodotti IGP il prosciutto affumicato di Sauris oltre che lo speck, l’ossocollo, i salami, la pancetta, il lardo, il cotechino e le salsicce.

Ricette di tradizione antica che come il Frico Friulano con le patate, i ravioli ripieni chiamati Cjarsons e la porzina, composta di carni di maiale lessate e di insaccati serviti con crauti e senape. Lasciamo l’entroterra e proseguiamo verso la costa dove nel triestino troviamo la Jota, una minestra di tradizione mitteleuropea per arrivare al mare con il Boreto di pesce.

Una pasta ripiena di uvetta, noci, pinoli, zucchero e grappa, la Gubana è il dolce regionale più diffuso. Figurano nella tradizione dolciaria anche gli strucchi e altre paste ripiene come lo strudel.

La pregiata viticoltura regionale presenta nomi come Picolit, Refosco, Terrano, la Malvasia, il Fiulano, la Rebula e Ribolla Giallo. Ma non solamente vino, distillati e grappe fanno intrinsecamente parte della cultura gastronomica della regione, differenti le varianti, dalla tradizionale friulana a quelle aromatizzate.

IL FORTE DINAMISMO DEL FRIULI VENEZIA GIULIA

Nel periodo 2017-2020, il Friuli-Venezia Giulia ha registrato un incremento del 250% del numero di ristoranti d’eccellenza, arrivandone a contare 35 nell’ultimo anno. I ristoranti e le attività di street food sono 3.735 nel 2018 – con 121 nuove imprese nel periodo 2016-2019 – e nello stesso anno gli agriturismi con ristorazione sono 510, con 52 nuove unità dal 2016 al 2019.

Il sentiment positivo nelle recensioni dei ristoranti per l’anno è dell’86,4%, posizionando la regione a metà della classifica nazionale. Uno dei prodotti tipici – il prosciutto di San Daniele – figura tra quelli ricorrenti nelle recensioni, e raccoglie il 77% delle recensioni con votazioni tra 4 e 5 stelle (dati Travel Appeal). Nel 2019 il numero di prodotti agroalimentari IG, vitivinicoli IG e i PAT registrati è rispettivamente di 9, 19, 177; insieme a Trentino-Alto Adige, Piemonte e Veneto, è tra le poche regioni a registrare un nuovo marchio wine IG periodo 2016-2019.

Da sottolineare la presenza di una sola Strada dei Vini e dei Sapori a livello regionale, unicità del panorama nazionale, e sicuramente esempio di organizzazione efficiente del servizio: il progetto, nato con la legge regionale 22/2015, sviluppa in modo coordinato il turismo legato al mondo del vino e dell’agroalimentare. PromoTurismoFVG è il soggetto individuato dalla legge regionale per la gestione totale della Strada, rendendo il Friuli Venezia Giulia al momento la sola regione ad avere in Italia un ente unico che fa da regia al progetto della Strada del Vino e dei Sapori, seguendone l’operatività con proprie risorse interne. Inoltre, il Friuli Venezia Giulia è stata la prima regione a regolare la somministrazione di produzioni agroalimentari non cucinate, unitamente all’assaggio del vino durante le visite in cantina.

Il vino della regione è un richiamo forte per l’estero. “Trieste for wine lovers” risulta essere il terzo trend topic legato al vino degli ultimi due mesi (15 Novembre 2019 – 15 Gennaio 2020) maggiormente ricercato dagli utenti cinesi (dati SEMrush). In termini di spesa turistica da parte degli stranieri con motivazione eno-gastronomica in Friuli V.G. va segnalato un trend positivo a tre cifre in termini percentuali, passando da 5,68 milioni di euro/annui nel 2015 a ben 16,38 milioni nel 2018 (dati Banca d’Italia).