Turismo enogastronomico Marche

Tra gli Appennini e il Mar Adriatico, dalle piste da sci alle stazioni Balneari, passando per un entroterra collinare. Grotte e falesie caratterizzano la costa marchigiana, la cui cucina è un connubio inevitabile tra mare e terra a riflettere le caratteristiche del territorio.

Nell’entroterra i piatti principali sono a base di carne come ad esempio il maiale in porchetta, l’agnello marinato. Passiamo poi a piatti a base di Tartufo di Acqualonga e  a base di funghi. Tra i primi piatti i Vincisgrassi, tagliatelle e strozzapreti.

Arriviamo al mare, anche qui si ritrova il “brodetto” che a seconda delle zone viene condito con olive o zafferano e che conta ben 14 tipologie di pescato differenti. E ancora il fritto misto all’ascolana composto dall’Oliva Ascolana del Piceno DOP, crema, zucchine, carciofi e costolette d’agnello.

Tra i dolci troviamo il ciambellotto con i funghetti all’anice, la Frustenga polenta impastata con fichi secchi, noci, uvetta e altri ingredienti tipico delle merende in campagna.

La produzione casearia vede come protagonista indiscusso il pecorino di fossa di Talamello, un prodotto che viene fatto stagionare avvolto in foglie di noce e invecchiato in grotte di tufo.

La produzione vitivinicola annovera nomi come Castelli di Jesi Verdicchio Castelli di Jesi DOC, il Falerio DOC e il Rosso Piceno DOC.

I PRIMATI DELLE MARCHE

Le Marche registrano un elevato numero di agriturismi, di cui molti orientati ad un’offerta esperienziale per il turista enogastronomico. Nel 2018, sono ben 968 le strutture per l’accoglienza rurale con alloggio – in aumento da 2016 al 2019 di 30 nuove unità – e ponendosi al seguito di Toscana, Trentino A.A., Umbria e Lazio.

Inoltre, le Marche presentano una importante offerta esperienziale rurale per il turista enogastronomico, infatti gli agriturismi con attività esperienziali sono 537 – e con 352 nuove imprese nel periodo 2016-2019e 419 gli agriturismi con possibilità di degustazione nel 2018. Nel 2019, il numero di prodotti agroalimentari IG, vitivinicoli IG e i PAT registrati è rispettivamente di 16, 21, 153.

A conferma della crescita positiva di questa regione, anche i valori che riguardano la spesa dei viaggiatori stranieri con motivazione eno-gastronomica: nel 2015, nella regione, sono stati spesi 0,78 milioni di euro, che nel 2018 sono passati a ben 1,59 milioni, raddoppiando dunque i benefici (dati Banca d’Italia). Il giudizio degli utenti sull’offerta ristorativa è però piuttosto basso, con un sentiment positivo sulla qualità del cibo nelle recensioni pari all’85,7%, uno dei valori più bassi a livello nazionale (dati Travel Appeal, anno 2018).