Un’estate in prestito

Molti sanno cos’è, una best practice diffusa all’estero ma poco in Italia, un po’ come la raccolta differenziata: lo scambio di casa è un’esperienza che dalla Gran Bretagna e America, dove nasce negli anni Cinquanta grazie a professori che volevano trascorrere low cost le lunghe vacanze, ha contagiato anche il Belpaese, il più restìo a barattare il nido domestico. Lo testimonia il boom di iscritti ai siti che offrono il servizio: i soci di Scambiocasa.com, uno dei siti con più membri al mondo, sono passati da circa mille nel 2008 in Italia a quasi duemila a giugno 2012, e da 20mila a 41mila nel mondo, con una frequenza di 2 o 3 scambi l’anno (c’è chi arriva a farne anche 6 o 7, ma sono prevalentemente i fortunati pensionati).

Per chi non sa di cosa stiamo parlando – e per chi lo sa, ma è diffidente – è questo il momento migliore per provare: swappare la propria abitazione – in inglese to swap significa appunto scambiare – è la soluzione per non rinunciare quest’anno alle vacanze, nonostante i conti in rosso (secondo il barometro vacanze Ipsos, solo un italiano su tre è pronto a fare i bagagli).

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