Vino e arte: un binomio che traina l’economia

Il binomio tra vino e arte nato forse in maniera episodica rappresenta ormai una leva di sviluppo sempre più importante e strutturata per le aziende del vino made in Italy. Un legame quello tra mondo del food in genere e arte antichissimo. Il cibo e anche il vino sono presenti in tutte le forme di rappresentazione artistica da tempi antichissimi, non fosse altro che l’uomo si è sempre dovuto cibare.

Un rapporto che però ha conosciuto un nuovo impulso in particolare nel settore del vino in anni più recenti. Prima con gli investimenti spot realizzati negli scorsi anni, dalle performance artistiche nel vigneto alle cantine realizzate dalle archistar fino ai contributi spesso nelle etichette o più in genere nel packaging di artisti.
Più di recente si è assistito a uno sviluppo più strutturato nel rapporto tra cultura e arte da un lato e produttori vitivinicoli dall’altro. Un impegno sempre meno occasionale del quale vanno ad esempio ricordati lo scorso anno il restauro dell’affresco della Madonna della Cintola di Benozzo Gozzoli, finanziato dal Consorzio vini di Montefalco, fino all’impegno assicurato dalla cantina siciliana Settesoli per il restauro del tempio di Selinunte.

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