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Perché la ricerca sul turismo enogastronomico

Dal 2015, anno in cui si è svolto il primo Forum Mondiale sul Turismo Enogastronomico, l’Organizzazione Mondiale del Turismo – UNWTO pone l’accento sulla necessità di accrescere a tutti i livelli la conoscenza delle dinamiche della domanda così come dell’offerta di un fenomeno che si caratterizza per la costante e rapida evoluzione. Stimolando tutti gli attori coinvolti a dotarsi di strumenti in grado di coglierne i cambiamenti e indicare le possibili strategie.

È da questa necessità che nasce il “Rapporto sul Turismo Enogastronomico Italiano”, lavoro che dal 2018 restituisce un quadro aggiornato, completo e rigoroso del turismo enogastronomico in Italia e nel mondo. L’intento è fornire alle istituzioni e agli operatori del settore uno strumento di supporto nelle decisioni di politica turistica e nello sviluppo di proposte in grado di soddisfare il turista contemporaneo.

La ragione per cui è prezioso avere a disposizione informazioni dettagliate e aggiornate è semplice: come è possibile offrire esperienze in grado di soddisfare i turisti se non conoscono i loro bisogni e cosa il territorio sa e può offrire?

Nel processo di marketing turistico, la fase di analisi rappresenta il primo passaggio chiave per una corretta pianificazione delle attività e l’allocazione di un budget adeguato. Nello studio del turismo enogastronomico, questa fase consiste nella raccolta e nell’interpretazione di dati e informazioni relative:

Non sempre chi opera nel settore ha la possibilità – economica, di tempo e di risorse – per avviare studi e ricerche. Le informazioni e i dati messi a disposizione sul web dagli enti turistici e non rappresentano una fonte utile, a basso costo e facile da utilizzare, e possono fornire suggerimenti e spunti per una migliore comprensione del turista e del contesto.

Monitorare queste informazioni in modo costante rappresenta un primo e semplice passo verso una più approfondita conoscenza della domanda e dell’offerta. Così facendo, gli operatori divengono più consapevoli di ciò che sta succedendo e hanno a disposizione le informazioni per compiere le scelte più efficaci.

Quando possibile, dovrebbero inoltre strutturare un processo di monitoraggio dei dati a loro disposizione: in primis profilando i propri clienti, poi controllando la propria reputazione online – direttamente o attraverso software dedicati – così da raccogliere: