Curatore di esperienze: la parola a Igino Morini, Parmigiano Reggiano


Igino Morini e l’anima del Parmigiano Reggiano attraverso l’esperienza turistica

Da anni Igino Morini lavora all’interno del Consorzio del Parmigiano Reggiano per dare forma e sostanza a un’idea potente: rendere il formaggio non solo un prodotto, ma un’esperienza capace di generare emozione, memoria e valore turistico.

 

Oltre a sviluppare strumenti digitali come piattaforme di prenotazione, Morini ha investito con determinazione nella formazione del personale dei caseifici, affinché siano in grado di accogliere i visitatori con competenza, empatia e narrazione autentica.

 

Ha promosso corsi specifici anche per guide turistiche, puntando sulla capacità di trasmettere il valore del “saper fare” artigiano. In questo approccio, l’esperienza turistica diventa ponte tra chi produce e chi visita: il casaro, la guida, la famiglia ospitante diventano il volto del Parmigiano Reggiano. È questa connessione profonda a trasformare la visita in relazione duratura, commerciale ma anche culturale.

Il profilo di Morini riflette l’urgenza – emersa nel Libro Bianco delle Professioni del Turismo – di formalizzare figure come quella del curatore di esperienze enogastronomiche: professionisti che sappiano cogliere l’identità profonda dei luoghi e tradurla in percorsi di visita coinvolgenti, sostenibili e capaci di generare valore per tutta la filiera.

 

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