L’oleoturismo o turismo dell’olio è un’esperienza in cui la scoperta e la degustazione delle produzioni olivicole locali si abbina alla visita dei luoghi e dei territori di produzione, alla conoscenza della cultura, delle tradizioni e della gente che qui vive.
A differenza dell’enoturismo, si tratta di una pratica relativamente recente, ma in costante espansione ed evoluzione. Le esperienze si stanno progressivamente arricchendo e qualificando: accanto alle classiche degustazioni e visite nei frantoi, si affermano, ad esempio, attività outdoor tra gli uliveti, esperienze di raccolta delle olive, soggiorni in alberghi tematici.
L’oleoturista (o turista dell’olio) è chi partecipa ad almeno un‘esperienza turistica a tema olio nel corso dei suoi viaggi indipendentemente dalla motivazione – in modo analogo al turista enogastronomico ed all’enoturista.
Vi sono proposte più tradizionali quali:
L’acquisto dell’olio a prezzi interessanti direttamente in azienda: è segnalata come buona abitudine dal 72% dei turisti
italiani
Degustare le produzioni dell’azienda: 70%
Assistere al processo di produzione dell’olio : 66%
A questo si affiancano le esperienze immersive, capaci di coinvolgere i sensi e creare un legame personale con il prodotto:
L’Italia vanta un patrimonio olivicolo unico al mondo, per ricchezza, varietà e radicamento nei territori.
L’offerta turistica legata all’olio è in espansione, con un potenziale di crescita e diversificazione ancora ampio.
Ecco alcuni numeri chiave:
*Nota: i dati relativi alle produzioni, ai musei ed alle strade dell’olio si riferiscono all’anno 2025 (aggiornamento al mese di luglio); i dati delle aziende a dicembre 2024, mentre quelle per i frantoi alla campagna 2023/24.
L’oleoturismo è una leva strategica per promuovere un turismo più sostenibile, autentico e connesso ai territori di produzione. Una risorsa che valorizza non solo l’olio extravergine d’oliva, ma anche i paesaggi, le comunità e le tradizioni locali.
Come farlo in modo efficace? Attraverso ispirazione, progettualità e accesso alle opportunità già disponibili.
Aziende e destinazioni possono ispirarsi a modelli già sperimentati e casi di successo, raccolti nella sezione dedicata alle buone pratiche.
Iniziano ad esserci opportunità di finanziamento offerte dai Ministeri e dalle singole Regioni per sviluppare progetti legati all’Oleoturismo
L’oleoturismo, sebbene sia un fenomeno recente, è in crescita e richiede nuove figure professionali capaci di accogliere, coinvolgere e raccontare il mondo dell’olio, progettare e gestire esperienze turistiche, promuovere il territorio.
Tra le professioni che si stanno affermando troviamo: l’hospitality manager, il consulente per il turismo enogastronomico, l’addetto alle visite, il curatore di esperienze enogastronomiche ed il product manager per il turismo enogastronomico.
Si. Il Decreto del 26 gennaio 2022 definisce l’oleoturismo a livello nazionale, indicando linee guida, requisiti e standard minimi di qualità per svolgere l’attività.
Ad oggi la situazione è in divenire: le Regioni e Provincie autonome hanno o stanno adottando i decreti attuativi e i relativi modelli SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività).
Per meglio conoscere e comprendere il settore dell’Oleoturismo, i principali termini, concetti e definizioni sono stati raccolti un glossario.