Negli ultimi vent’anni il turismo enogastronomico ha conosciuto una crescita esponenziale, ed oggi è fra i segmenti più dinamici del panorama turistico nel mondo ed in Italia.
Il turismo enogastronomico è un insieme dinamico di esperienze turistiche che si declinano nel contesto di ogni territorio valorizzandone le peculiarità (enogastronomiche e non solo).
Non si limita all’acquisto e alla degustazione di prodotti tipici. Comprende esperienze che:
È un segmento trasversale ai differenti segmenti turistici e in continua evoluzione.
Il turismo enogastronomico ha un impatto economico e sociale rilevante per l’Italia. Genera occupazione e favorisce la creazione e la distribuzione di valore nei territori.
I dati più recenti mostrano una domanda molto ampia: nel 2025 il 72% dei turisti italiani dichiara di avere svolto negli ultimi tre anni almeno un viaggio con pernottamento motivato principalmente da un’esperienza enogastronomica.
L’ultima stima completa dell’impatto economico quantifica:
Il turista enogastronomico può scegliere il cibo e il vino come motivazione primaria del viaggio, oppure vivere esperienze enogastronomiche all’interno di una vacanza motivata anche da altri interessi.
Il suo comportamento è in continua evoluzione. Ecco alcune evidenze chiave:
Circa 6 italiani su 10 sono influenzati dai consigli di parenti e amici.
Centrale il ruolo del web:
Rilevante anche l’influenza di programmi, serie e canali televisivi dedicati all’enogastronomia (29%).
Le esperienze enogastronomiche si prenotano soprattutto, prima della partenza, tramite:
Durante il viaggio cresce invece la prenotazione direttamente sul luogo dell’esperienza (34%).
Negli ultimi tre anni, i turisti italiani hanno partecipato soprattutto a:
Per il futuro rimane elevato l’interesse per le esperienze culinarie (91%) e cresce ulteriormente quello per visite ai luoghi di produzione (89%), esperienze attive (87%), musei del gusto (81%) e tour e itinerari (80%).
Preferenze attuali:
Per i prossimi viaggi rimangono centrali B&B e agriturismi. Cresce inoltre l’interesse per gli alberghi a tema cibo, vino e olio, che passano complessivamente dal 7% delle scelte passate al 13% delle intenzioni future.
Per raggiungere aziende agroalimentari e vitivinicole vengono utilizzati soprattutto:
In prospettiva emerge il desiderio di un minore utilizzo dell’auto, che passa dall’84% al 62%, mentre cresce l’interesse per il treno (44%) e la bicicletta (13%).
L’Italia è considerata fra le principali mete turistiche per l’enogastronomia grazie alla ricchezza e all’unicità del suo patrimonio e delle attrattive.
Ecco i numeri principali:
L’enogastronomia rappresenta oggi una componente sempre più rilevante dell’esperienza di viaggio, sia per i turisti italiani sia per quelli internazionali. I dati del 2025 mostrano come motivazioni, criteri di scelta, tipologie di esperienza, mobilità, fonti di informazione e modalità di prenotazione stiano evolvendo rapidamente. Le infografiche che seguono sintetizzano alcune delle principali evidenze: dalla crescente attrattività del turismo enogastronomico ai fattori che orientano la scelta della destinazione, fino alle esperienze desiderate, ai mezzi utilizzati e ai canali attraverso cui i turisti si informano e prenotano.
Investire nel turismo enogastronomico significa generare valore diffuso: per il territorio, le imprese e le comunità locali. Offre nuove opportunità occupazionali, stimola la spesa turistica e valorizza il paesaggio e le tradizioni.
Quali leve attivare concretamente?
Lo sviluppo passa dalla capacità di integrare sostenibilità, narrazione identitaria e qualità dell’esperienza. Le aziende e le destinazioni possono fare leva su modelli già sperimentati e casi di successo, disponibili nella sezione dedicata alle buone pratiche del turismo enogastronomico.
Numerose sono le opportunità di finanziamento offerte dai Ministeri e dalle singole Regioni per sviluppare progetti di turismo enogastronomico.
La risorsa umana gioca un ruolo fondamentale nel turismo enogastronomico: introduce, coinvolge, educa chi si avvicina alla scoperta del patrimonio enogastronomico.
La costante crescita del comparto ha portato negli anni un’evoluzione nei processi di lavoro, nelle mansioni e nelle competenze.
Le figure professionali tradizionali sono cambiate e, al contempo, si sono affermati nuovi profili come, ad esempio, l’hospitality manager, il consulente per il turismo enogastronomico, l’addetto alle visite, il curatore di esperienze enogastronomiche, il product manager per il turismo enogastronomico.
Ad oggi non esiste una legge nazionale unica che disciplini il turismo enogastronomico in tutte le sue forme.
La normativa attuale riguarda due ambiti specifici:
Entrambi i decreti definiscono requisiti e standard minimi per l’esercizio delle attività. Le Regioni hanno il compito di adottare i decreti attuativi e i relativi modelli SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività).
Per meglio conoscere e comprendere il settore, i principali termini, concetti e definizioni sono stati raccolti un glossario.
Per meglio conoscere e comprendere il settore, i principali termini, concetti e definizioni sono stati raccolti un glossario.