Turismo Enogastronomico

Negli ultimi vent’anni il turismo enogastronomico ha conosciuto una crescita esponenziale, ed oggi è fra i segmenti più dinamici del panorama turistico nel mondo ed in Italia.

Cosa s’intende per turismo enogastronomico?

Negli ultimi vent’anni il turismo enogastronomico ha conosciuto una crescita esponenziale, ed oggi è fra i segmenti più dinamici del panorama turistico nel mondo ed in Italia.

Il turismo enogastronomico è un insieme dinamico di esperienze turistiche che si declinano nel contesto di ogni territorio valorizzandone le peculiarità (enogastronomiche e non solo).

Non si limita all’acquisto e alla degustazione di prodotti tipici. Comprende esperienze che:

  • coinvolgono i sensi,
  • permettono di scoprire il patrimonio culturale in modo attivo
  • offrono l’occasione di immergersi nella vita e nelle tradizioni della comunità locale

È un segmento trasversale ai differenti segmenti turistici e in continua evoluzione.

Turismo Enogastronomico trend e scenari

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Enogastronomia, un’esperienza da vivere in ogni viaggio.

  • Nel 2025, il 35% dei viaggiatori extraeuropei dichiara di voler vivere esperienze enogastronomiche durante un viaggio in Europa.
  • L’Italia mantiene un forte potere attrattivo: nei principali mercati internazionali analizzati, tra il 56% e l’81% dei turisti considera probabile un viaggio in Italia per vivere esperienze enogastronomiche nei prossimi tre anni.
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Crescita delle mete minori e delle destinazioni rurali

  • Il paesaggio rurale è sempre più determinante nella scelta della destinazione: l’85% dei turisti internazionali considera importante la sua bellezza e integrità.
  • I flussi turistici restano fortemente concentrati: il 48% degli arrivi internazionali si concentra in sole sei province italiane, lasciando ampi margini per una maggiore distribuzione verso aree rurali, borghi e mete minori.
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Enoturismo multiprodotto e multisensoriale

  • Cresce la partecipazione alle esperienze legate al vino: nel 2026 le degustazioni in cantina raggiungono il 64% e le visite alle cantine il 46%; si affiancano esperienze di well-being (28%), attività outdoor e proposte più immersive.
  • Il nuovo enoturismo amplia quindi la propria offerta oltre la degustazione tradizionale, integrando gastronomia, benessere, natura, cultura e attività esperienziali.
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Iper-personalizzazione

  • La segmentazione si orienta sempre più verso comportamenti, motivazioni e stili di vita, superando i soli criteri socio-demografici.
  • Emergono differenti “tribù enogastronomiche”: i Ricercatori sono il gruppo più diffuso nei mercati internazionali analizzati (73–77%), seguiti dai Festaioli (45–49%), dagli Intellettuali (20–34%), dai Figli dei Fiori (17–25%) e dagli Edonisti (11–36%).
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Vivere gli eventi

  • Festival e appuntamenti legati al cibo e al vino attraggono turisti italiani, soprattutto se dedicati a produzioni locali (18,8%) e biologiche (12,8%).
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Scelte di viaggio grazie a social e serie Tv

  • 1 italiano su 2 si ispira ai consigli di amici e parenti.
  • Cresce il ruolo di Instagram e Facebook, soprattutto tra i giovani.
  • Il fenomeno set-jetting spinge i viaggi verso i luoghi visti sullo schermo.
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Intelligenza Artificiale per costruire il viaggio

  • Prenotazioni, assistenza, storytelling immersivo, sostenibilità, accessibilità e formazione: questi i principali ambiti di applicazione dell’AI nel turismo enogastronomico.
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Enogastronomia, valore aggiunto per la ricettività

  • Il 40% degli hotel italiani dispone di un ristorante interno; il Food & Beverage genera mediamente circa il 28% del fatturato, per un valore economico stimato di 3,5 miliardi di euro.
  • Nel 2025 si rafforza il ruolo della ristorazione come elemento distintivo dell’ospitalità, con crescente attenzione a prodotti locali, sostenibilità, benessere e identità gastronomica del territorio.
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Il paesaggio come motivazione di viaggio

  • Per il 59,3% dei turisti italiani, il godimento dei paesaggi rurali è stato una motivazione rilevante nei viaggi degli ultimi tre anni.
  • Il 55,3% indica il paesaggio rurale come elemento di forte interesse anche per i viaggi futuri.
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Gastrodiplomacy: il cibo che unisce

  • Il cibo è una lingua universale: può superare barriere culturali, linguistiche e politiche.
  • Un potente strumento per rafforzare i legami tra comunità e Paesi.

Quanto vale il turismo enogastronomico?

Il turismo enogastronomico ha un impatto economico e sociale rilevante per l’Italia. Genera occupazione e favorisce la creazione e la distribuzione di valore nei territori.

I dati più recenti mostrano una domanda molto ampia: nel 2025 il 72% dei turisti italiani dichiara di avere svolto negli ultimi tre anni almeno un viaggio con pernottamento motivato principalmente da un’esperienza enogastronomica.

 

L’ultima stima completa dell’impatto economico quantifica:

  • oltre 40,1 miliardi di euro di impatto economico e sociale;
  • rapporto benefici/costi: 6,9;
  • circa 114 mila unità di lavoro a tempo pieno, tra occupazione diretta e indiretta.

Chi è il turista enogastronomico?

Il turista enogastronomico può scegliere il cibo e il vino come motivazione primaria del viaggio, oppure vivere esperienze enogastronomiche all’interno di una vacanza motivata anche da altri interessi.

 

Il suo comportamento è in continua evoluzione. Ecco alcune evidenze chiave:

Come sceglie?

Circa 6 italiani su 10 sono influenzati dai consigli di parenti e amici.

Centrale il ruolo del web:

  • Social media: Instagram (40%) e Facebook (30%)
  • Siti web su turismo ed enogastronomia (27%)
  • Tripadvisor (19%)

Rilevante anche l’influenza di programmi, serie e canali televisivi dedicati all’enogastronomia (29%).

Come prenota?

Le esperienze enogastronomiche si prenotano soprattutto, prima della partenza, tramite:

 

  • telefono (32%)
  • intermediari online come GetYourGuide, Viator e Tripadvisor (31%)
  • e-mail (30%)


Durante il viaggio cresce invece la prenotazione direttamente sul luogo dell’esperienza (34%).

Quali esperienze preferisce?

Negli ultimi tre anni, i turisti italiani hanno partecipato soprattutto a:

 

  • Esperienze culinarie nei ristoranti (91%)
  • Visite ai luoghi di produzione (77%)
  • Esperienze attive (67%)
  • Tour e itinerari (54%)


Per il futuro rimane elevato l’interesse per le esperienze culinarie (91%) e cresce ulteriormente quello per visite ai luoghi di produzione (89%), esperienze attive (87%), musei del gusto (81%) e tour e itinerari (80%).

Dove alloggia?

Preferenze attuali:

 

  • Bed & Breakfast (30%)
  • Alberghi (25%)
  • Agriturismi (20%)

 

Per i prossimi viaggi rimangono centrali B&B e agriturismi. Cresce inoltre l’interesse per gli alberghi a tema cibo, vino e olio, che passano complessivamente dal 7% delle scelte passate al 13% delle intenzioni future.

Che mezzi utilizza?

Per raggiungere aziende agroalimentari e vitivinicole vengono utilizzati soprattutto:

 

  • Automobile (84%)
  • Treno (41%)
  • Autobus (21%)


In prospettiva emerge il desiderio di un minore utilizzo dell’auto, che passa dall’84% al 62%, mentre cresce l’interesse per il treno (44%) e la bicicletta (13%).

Cosa offre l’Italia?

L’Italia è considerata fra le principali mete turistiche per l’enogastronomia grazie alla ricchezza e all’unicità del suo patrimonio e delle attrattive.

 

Ecco i numeri principali:

  • 893 Indicazioni Geografiche, di cui 335 prodotti alimentari DOP, IGP e STG, 522 vini DOP e IGP e 36 bevande spiritose IG.
  • 5.813 Prodotti Agroalimentari Tradizionali (PAT).
  • La cucina italiana è iscritta dal 2025 nella Lista rappresentativa del Patrimonio culturale immateriale UNESCO; Alba, Bergamo e Parma fanno parte delle Creative Cities UNESCO per la Gastronomia.
  • 394 ristoranti stellati Michelin nella Guida Italia 2026.
  • 4.286 imprese di street food, presenti in quasi 2.000 Comuni italiani.
  • Circa 900 microbirrifici e 200 brewpub.

I Numeri del Turismo Enogastronomico in Italia

L’enogastronomia rappresenta oggi una componente sempre più rilevante dell’esperienza di viaggio, sia per i turisti italiani sia per quelli internazionali. I dati del 2025 mostrano come motivazioni, criteri di scelta, tipologie di esperienza, mobilità, fonti di informazione e modalità di prenotazione stiano evolvendo rapidamente. Le infografiche che seguono sintetizzano alcune delle principali evidenze: dalla crescente attrattività del turismo enogastronomico ai fattori che orientano la scelta della destinazione, fino alle esperienze desiderate, ai mezzi utilizzati e ai canali attraverso cui i turisti si informano e prenotano.

Come sviluppare il turismo enogastronomico?

Investire nel turismo enogastronomico significa generare valore diffuso: per il territorio, le imprese e le comunità locali. Offre nuove opportunità occupazionali, stimola la spesa turistica e valorizza il paesaggio e le tradizioni.

 

Quali leve attivare concretamente?

Lo sviluppo passa dalla capacità di integrare sostenibilità, narrazione identitaria e qualità dell’esperienza. Le aziende e le destinazioni possono fare leva su modelli già sperimentati e casi di successo, disponibili nella sezione dedicata alle buone pratiche del turismo enogastronomico.

Bandi per il settore

Numerose sono le opportunità di finanziamento offerte dai Ministeri e dalle singole Regioni per sviluppare progetti di turismo enogastronomico.

Come lavorare nel turismo enogastronomico?

La risorsa umana gioca un ruolo fondamentale nel turismo enogastronomico: introduce, coinvolge, educa chi si avvicina alla scoperta del patrimonio enogastronomico.

La costante crescita del comparto ha portato negli anni un’evoluzione nei processi di lavoro, nelle mansioni e nelle competenze.

Le figure professionali tradizionali sono cambiate e, al contempo, si sono affermati nuovi profili come, ad esempio, l’hospitality manager, il consulente per il turismo enogastronomico, l’addetto alle visite, il curatore di esperienze enogastronomiche, il product manager per il turismo enogastronomico.

Esiste una legge sul turismo enogastronomico?

Ad oggi non esiste una legge nazionale unica che disciplini il turismo enogastronomico in tutte le sue forme.

La normativa attuale riguarda due ambiti specifici:

 

  • l’enoturismo, regolato dal Decreto 12 marzo 2019
  • l’oleoturismo, disciplinato dal Decreto 26 gennaio 2022

 

Entrambi i decreti definiscono requisiti e standard minimi per l’esercizio delle attività. Le Regioni hanno il compito di adottare i decreti attuativi e i relativi modelli SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività).

Nomenclatura

Per meglio conoscere e comprendere il settore, i principali termini, concetti e definizioni sono stati raccolti un glossario.

Scarica il rapporto sul Turismo Enogastronomico

Nomenclatura

Per meglio conoscere e comprendere il settore, i principali termini, concetti e definizioni sono stati raccolti un glossario.