La UN Tourism (Agenzia delle Nazioni Unite per il turismo) definisce il turismo rurale:
“Una tipologia di turismo in cui il viaggiatore fa esperienza di un ampio ventaglio di attività legate alla natura, all’agricoltura, allo stile di vita rurale, alla pesca ricreativa e all’esplorazione del territorio”.
La caratteristica distintiva del turismo rurale è il luogo in cui si svolge, non la motivazione del viaggio o le attività praticate. Per questo motivo, l’Agenzia specifica che un territorio rurale può essere definito tale quando:
Tra le attività turistiche principali rientrano le esperienze enogastronomiche, che trovano proprio nelle aree rurali il loro contesto ideale.
È importante sottolineare che “turismo rurale” non è sinonimo di “agriturismo”. In Italia, infatti, l’agriturismo è un’attività svolta da un’azienda agricola che offre ospitalità, ristorazione o altri servizi turistici, nel rispetto di specifici requisiti normativi.
Le aree rurali sono già oggi uno dei punti di forza dell’offerta turistica nazionale:
I principali motivi di scelta sono:
Chi visita queste aree apprezza in particolare la qualità della ristorazione ed il rapporto qualità/prezzo.
Le regioni più amate dagli italiani per il turismo rurale sono:
*Nota: i dati degli stranieri si riferiscono all’anno 2024, quelli degli italiani al 2023.
Il turismo rurale rappresenta una leva strategica per valorizzare territori spesso marginali, colpiti da spopolamento e carenza di opportunità economiche.
Le opportunità
Se ben gestito, può:
L’interesse crescente per il benessere, la natura e l’enogastronomia crea condizioni favorevoli allo sviluppo turistico in questi contesti.
Le sfide
Per sviluppare il turismo rurale in modo efficace, è necessario:
Per meglio conoscere e comprendere il settore del turismo rurale, i principali termini, concetti e definizioni sono stati raccolti un glossario.