Turismo Rurale

Il turismo rurale è oggi una delle colonne portanti dell’offerta turistica italiana e si rivela fondamentale per contrastare lo spopolamento delle aree interne; come sfruttare il pieno potenziale e organizzare l'offerta?

Cosa s’intende per turismo rurale?

La UN Tourism (Agenzia delle Nazioni Unite per il turismo) definisce il turismo rurale:

 

“Una tipologia di turismo in cui il viaggiatore fa esperienza di un ampio ventaglio di attività legate alla natura, all’agricoltura, allo stile di vita rurale, alla pesca ricreativa e all’esplorazione del territorio”.

 

La caratteristica distintiva del turismo rurale è il luogo in cui si svolge, non la motivazione del viaggio o le attività praticate. Per questo motivo, l’Agenzia specifica che un territorio rurale può essere definito tale quando:

 

  • presenta una bassa densità abitativa: il paesaggio è caratterizzato da un uso e una vocazione prevalentemente agricola e/o forestale
  • la struttura sociale e gli stili di vita riflettono tradizioni consolidate

 

Tra le attività turistiche principali rientrano le esperienze enogastronomiche, che trovano proprio nelle aree rurali il loro contesto ideale.


È importante sottolineare che “turismo rurale” non è sinonimo di “agriturismo”. In Italia, infatti, l’agriturismo è un’attività svolta da un’azienda agricola che offre ospitalità, ristorazione o altri servizi turistici, nel rispetto di specifici requisiti normativi.

Quanto vale il turismo rurale in Italia?

Le aree rurali sono già oggi uno dei punti di forza dell’offerta turistica nazionale:

  •  Il 20,7% dei pernottamenti dei turisti stranieri in Italia (48,5 milioni di notti) si concentra in questi territori
  •  In Francia la percentuale è simile, ma il volume è inferiore (28,5 milioni), mentre in Spagna la quota è decisamente più contenuta (2,2%, ovvero 6,5 milioni)
  • Il 60% degli italiani ha effettuato almeno un viaggio in una destinazione rurale nell’ultimo anno, e il 93% ha intenzione di farlo nei prossimi dodici mesi

I punti di forza: bellezza, cultura ed enogastronomia

I principali motivi di scelta sono: 

  • la bellezza dei paesaggi (indicata dall’11% dei turisti italiani) 
  • la cultura (10%)
  • l‘enogastronomia (9%)

 

Chi visita queste aree apprezza in particolare la qualità della ristorazione ed il rapporto qualità/prezzo.

 

Le regioni più amate dagli Italiani

Le regioni più amate dagli italiani per il turismo rurale sono:

  • Toscana (19,1% di preferenze)
  • Umbria (10,2%)
  • Puglia (4,9%)
  • Calabria (3,6%)
  •  

*Nota: i dati degli stranieri si riferiscono all’anno 2024, quelli degli italiani al 2023.

Perché puntare sul turismo rurale?

Il turismo rurale rappresenta una leva strategica per valorizzare territori spesso marginali, colpiti da spopolamento e carenza di opportunità economiche.

 

Le opportunità

Se ben gestito, può:

 

  • aumentare la visibilità delle aree interne
  • favorire la diversificazione delle economie agricole
  • generare benefici diffusi per la comunità
  • contribuire alla tutela e riscoperta del patrimonio locale
 

L’interesse crescente per il benessere, la natura e l’enogastronomia crea condizioni favorevoli allo sviluppo turistico in questi contesti.

 

Le sfide

Per sviluppare il turismo rurale in modo efficace, è necessario:

 

  • migliorare le infrastrutture – trasporti, digitalizzazione, servizi essenziali
  • incentivare i giovani a restare e investire nei territori
  • rafforzare la formazione e le competenze professionali nel settore
  • facilitare l’accesso ai finanziamenti e alle opportunità disponibili

 

Per approfondire:

Nomenclatura

Per meglio conoscere e comprendere il settore del turismo rurale, i principali termini, concetti e definizioni sono stati raccolti un glossario.