Curatore di esperienze: la parola a Maria Cristina Crucitti, Deciso Storyteller

Maria Cristina Crucitti: raccontare il formaggio attraverso il turismo esperienziale

Maria Cristina Crucitti è una professionista che ha saputo unire passione, competenze e visione in un progetto originale di divulgazione: Deciso Storyteller. Attraverso questo percorso, si occupa di far incontrare il mondo della produzione casearia con quello dei consumatori, offrendo esperienze capaci di valorizzare il formaggio come patrimonio culturale. Il suo lavoro si declina in molteplici attività: dalla scrittura giornalistica su testate come Il Gusto di Repubblica, La Stampa e Professione Casaro, alla progettazione di laboratori, degustazioni e percorsi turistici immersivi.

Il suo cammino è iniziato con una laurea in Scienze Internazionali e Diplomatiche, ma ben presto ha scelto di dedicarsi al settore agroalimentare, diventando tecnico caseario e conducendo un’azienda di allevamento caprino. Terminata quell’esperienza, ha deciso di contribuire alla diffusione della cultura casearia attraverso il turismo e la comunicazione.

Oggi vive e lavora nelle Langhe, un territorio vocato all’enogastronomia, dove intercetta un pubblico sempre più interessato a esperienze legate al formaggio, spesso in abbinamento al vino e al tartufo. Ha compreso che il turismo caseario può rappresentare una risorsa strategica per le aziende, a patto di offrire esperienze interattive, sensoriali e ben progettate, che vadano oltre la semplice visita in azienda.

Per Maria Cristina, la figura del curatore di esperienze enogastronomiche, oggi diffusa nel mondo del vino, sia destinata ad assumere un ruolo sempre più centrale anche in altri ambiti agroalimentari. Un ruolo che richiede conoscenza approfondita, capacità di selezionare contenuti, padronanza delle lingue e, soprattutto, passione per l’incontro con le persone.

Come evidenziato nel Libro Bianco sulle Professioni del Turismo Enogastronomico, valorizzare il ruolo del curatore di esperienze enogastronomiche significa contribuire non solo alla crescita delle imprese, ma anche alla diffusione di una cultura alimentare consapevole.

 

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