Turismo enogastronomico Italia

Autore: Francesco Pecci
ECONOMICS LIVING LAB – SPIN-OFF UNIVERSITÀ DI VERONA
Premessa
La stima si basa sui turisti che includono almeno una meta culturale nel loro viaggio, in linea con la definizione di «turismo culturale» dell’UNWTO (2018). Analizzando fonti ufficiali come Istat, Banca d’Italia e il report ETC 2024 (European Travel Commission), è stata ricavata l’incidenza di coloro che inseriscono esperienze enogastronomiche tra le motivazioni del viaggio, con particolare attenzione a chi pratica turismo enogastronomico.
Le fonti disponibili non sempre distinguono chiaramente i turisti esplicitamente motivati dall’enogastronomia, soprattutto nei casi in cui le motivazioni del viaggio sono miste. Tuttavia, risultano più precise quando l’interesse enogastronomico è indicato come motivo principale. Per compensare queste lacune, in particolare per i turisti stranieri, si è fatto ricorso alle preferenze rivelate tramite la survey dell’ETC 2024, che fornisce dati più aggiornati e comparabili sul turismo enogastronomico.
Turisti italiani con pernottamento
Per quanto riguarda i turisti italiani che pernottano, il database Viaggi e Vacanze dell’Istat fornisce il numero di coloro che dichiarano almeno una meta culturale. Incrociando questi dati con quelli del sistema Istatc, è stato possibile stimare la percentuale di turisti culturali che inseriscono nel viaggio tour enogastronomici e degustazioni, rientrando così nella categoria del turismo enogastronomico.
Escursionisti italiani
Per gli escursionisti italiani (cioè turisti giornalieri), la stima si è basata sulla meta del viaggio. Sono stati selezionati coloro il cui itinerario è assimilabile a un viaggio culturale, a cui è stata applicata la percentuale di interesse enogastronomico già identificata nel segmento dei turisti con pernottamento, al fine di stimare la quota riconducibile al turismo enogastronomico.
Turisti stranieri
Per i turisti stranieri, grazie ai dati della Banca d’Italia (2023), si è individuato il gruppo che possiede almeno una meta culturale. Per stimare quanti di questi sono anche motivati da esperienze enogastronomiche, si sono utilizzate le preferenze espresse nell’indagine ETC 2024: almeno il 15% degli intervistati nelle quattro destinazioni analizzate ha dichiarato interesse per esperienze gastronomiche durante il soggiorno, confermando il peso crescente del turismo enogastronomico.
Tutti i dati elaborati sono sintetizzati nella Tabella 1, che presenta per ciascuna tipologia di turista (italiani con pernottamento, escursionisti e stranieri) il numero stimato di turisti enogastronomici.
TABELLA 1 | Stima dei turisti enogastronomici per tipologia.
| Tipologia | Turisti con meta culturale | Incidenza (%) | Turisti con meta enogastronomica | |
| Turisti italiani con pernottamento | 28.080.052 | 21,9 | 6.149.531 | |
| Escursionisti italiani | 30.795.034 | 21,9 | 6.744.712 | |
| Turisti stranieri con pernottamento | 62.603.670 | 15,0 | 9.390.491 | |
| Totale | 121.478.756 | — | 22.284.134 |
Spesa turistica enogastronomica
Per calcolare la spesa dei turisti enogastronomici, si è fatto riferimento – sia per i turisti italiani che per quelli stranieri – alla spesa dei turisti che hanno per meta primaria il turismo enogastronomico, estendendola al complesso dei turisti enogastronomici, così come per la durata del viaggio.
La spesa media giornaliera così definita per il 2023 è pari a:
-
130 € per i turisti italiani con pernottamento,
-
90 € per gli escursionisti italiani,
-
170 € per i turisti stranieri con pernottamento.
Il Conto satellite del turismo prodotto dall’Istat (Istat 2020), pur con dati riferiti al 2019, fornisce una completa informazione sulla suddivisione della spesa dei turisti in Italia per le 3 tipologie considerate nel rapporto.
La spesa giornaliera legata al turismo enogastronomico è stata imputata alle diverse voci, prendendo a riferimento la suddivisione contenuta nel Conto satellite. Tale spesa tiene conto non solo dei prodotti propriamente turistici, ma anche di spese accessorie relative a shopping e altre voci, come i carburanti.
TABELLA 2 | Spesa totale per voce (milioni di euro).
| Voci di spesa | Milioni di € | Percentuale (%) | |
| Commercio al dettaglio | 1.301,4 | 22,4 | |
| Trasporti | 850,4 | 14,6 | |
| Alloggio e ristorazione | 3.147,4 | 54,1 | |
| Servizi di noleggio | 60,6 | 1,0 | |
| Agenzie di viaggio | 212,3 | 3,7 | |
| Attività sportive e di intrattenimento | 242,3 | 4,2 | |
| Totale | 5.814,4 | 100,0 |
L’alloggio e la ristorazione assorbono oltre il 54% del totale della spesa, dove le spese di alloggio pesano per il 58% e quelle per la ristorazione per il 42%. Nella spesa dei turisti italiani con pernottamento le spese di alloggio incidono per oltre il 33% della spesa giornaliera e per il 42% in quella dei turisti stranieri. L’incidenza maggiore della ristorazione si ha negli escursionisti italiani con circa il 33% della spesa giornaliera che scende al 26% per gli stranieri e a meno del 21% per gli italiani, entrambi con pernottamento.
Impatto economico e sociale
L’analisi utilizza una Matrice di Contabilità Sociale (SAM) per stimare gli effetti della spesa turistica enogastronomica sull’economia italiana.
Le matrici di contabilità sociale consentono di analizzare la distribuzione del reddito generato da uno shock economico, quale processo di causa-effetto di formazione del reddito, combinando dati economici con informazioni socio-demografiche. Oltre alle transazioni tra settori produttivi presenti nella matrice input-output, la SAM contiene informazioni relative ai conti intestati alle istituzioni (famiglie, imprese, pubblica amministrazione), ai fattori della produzione (lavoro e capitale), alla formazione del capitale e al resto del mondo. Pertanto, rende possibile esaminare l’insieme delle relazioni che caratterizzano il sistema economico a livello di produzione, distribuzione, utilizzazione ed accumulazione del reddito e dei consumi, al fine di valutare il livello di benessere delle famiglie.
Permette inoltre di individuare i settori produttivi più rilevanti e di valutare l’importanza dei vari settori nel contribuire alla domanda di lavoro, simulando effetti diretti e indiretti di un progetto di investimento o sviluppo settoriale.
L’impatto è articolato in:
-
DIRETTO, quello generato sulla domanda di beni e servizi dei settori produttivi coinvolti nei settori interessati dallo shock;
-
INDIRETTO, quello determinato dall’aumento di domanda e offerta nelle catene di fornitura attivate;
-
INDOTTO, gli effetti della re-immissione dei redditi di lavoro e di capitale nel sistema economico e dal reinvestimento delle entrate fiscali in forma di spesa pubblica.
Lo shock considerato è quello esercitato dalla spesa del turismo enogastronomico di tabella 2. I principali risultati della simulazione sono riportati nella tabella 3, dove per le differenti tipologie di impatto sono indicate le voci più rilevanti.
Il turismo enogastronomico genera un impatto economico e sociale significativo, contribuendo a oltre 40 miliardi di euro all’economia italiana nel 2023, con un rapporto benefici/costi pari a 6,9, confermandosi importante per l’economia italiana, con un forte potenziale di crescita e un ruolo non secondario nell’occupazione e nella distribuzione del reddito.
Fonti
- Banca d’Italia (2023), Microdati sul turismo internazionale dell’Italia.
- CNR (2024), XXVI Rapporto sul turismo italiano, Roma.
- ETC – European Travel Commission (2024), Monitoring Sentiment for Intra-European Travel.
- Istat (2023a), Il turismo culturale, ebook, Roma.
- Istat, (2023b), Indagine viaggi e vacanze: file per la ricerca.
- Istat, (2020), Conto satellite del turismo.
- OpenEconomics (2023), Impatto della spesa turistica sull’economia, Roma.
- UNWTO – United Nations World Tourism Organization (2018), Tourism and Culture Synergies, Madrid.




