Il Turismo Enogastronomico in Germania: tra qualità, sostenibilità e nuovi stili di viaggio | Antonio Pezzano – ACTA

Secondo il nuovo European Wine Tourism Index elaborato da TUI Musement, la Germania, che si colloca al sesto posto della classifica, rientra tra le destinazioni in più rapida crescita nel segmento del turismo del vino. L’indice, costruito su dati e fonti ufficiali, offre una comparazione tra patrimonio vitivinicolo e potenziale turistico, valutando non solo la presenza di un prodotto di qualità, ma anche la capacità di trasformare la cultura del gusto in esperienza turistica strutturata. La Germania non ha l’aura mitica del vino mediterraneo, ma ha saputo trasformare un patrimonio agricolo e culturale diffuso in un sistema turistico organizzato, in cui le cantine diventano parte di un’esperienza che unisce natura, benessere, outdoor e cultura locale.

 

La forza del modello tedesco risiede nella combinazione tra accessibilità a un vasto mercato interno e qualità diffusa dell’offerta. Partiamo dal primo elemento.

 

Ogni anno i turisti tedeschi spendono circa 127 miliardi di euro per le vacanze, di cui il 70% all’estero. A questa cifra si aggiungono 75 miliardi di euro di spesa per le gite giornaliere, realizzate quasi interamente all’interno del Paese (stime basate sul Tourism Satellite Account 2019). In altre parole, anche se l’enogastronomia non ha in Germania lo stesso valore simbolico che possiede per il turista italiano, cantine, ristoranti e produttori locali operano su un mercato domestico potenziale enormemente più ampio, sia per valore economico sia per volumi.

 

Dato questo contesto, è facile comprendere l’implicazione di un atro dato. Secondo la Reiseanalyse 2023, oltre il 63% dei tedeschi dichiara di voler “gustare specialità gastronomiche” durante le vacanze — un’attività che si colloca al terzo posto tra le motivazioni di viaggio, subito dopo relax e contatto con la natura.

 

In termini assoluti, significa circa 39 milioni di persone: un bacino di domanda interna straordinario per chi opera nel turismo del gusto. Non è solo una dichiarazione di intenti.

 

Secondo quanto emerge dal Rapporto sul Turismo Enogastronomico Italiano 2025 , il 56 % dei turisti tedeschi ha partecipato a esperienze culinarie durante le vacanze, a conferma che l’interesse dichiarato si traduce sempre più in comportamenti concreti.”

 

Un mercato maturo e diversificato

 

Non è solo la dimensione della domanda a fare da traino a tutto il movimento. Anche la sua composizione. Al suo interno si distinguono due segmenti complementari: un nucleo centrale di wine tourist motivati e un mercato più esteso e diversificato, in cui vino e gastronomia sono parte di un’esperienza più ampia che include natura, cultura e benessere.

 

Il segmento core rappresenterebbe circa il 14% dei visitatori delle regioni vinicole: turisti che visitano almeno una cantina e per i quali il vino costituisce una motivazione principale del viaggio. In termini assoluti, si tratta di 7,3 milioni di persone, per il 90% tedeschi, che generano 5 miliardi di euro di spesa diretta, pari al 19% del fatturato turistico delle regioni vitivinicole. È una domanda a elevato valore economico e culturale, composta da visitatori con reddito medio-alto, buon livello di istruzione e forte propensione alla spesa, soprattutto in vino, gastronomia e ospitalità.

 

Accanto a questo nucleo si è sviluppato un mercato allargato di secondary wine tourists e visitatori occasionali. Non si considerano appassionati, ma scelgono esperienze legate alla gastronomia locale, al paesaggio e alle attività outdoor, sempre più intrecciate con la cultura del vino. Escursioni tra i vigneti, percorsi ciclabili, yoga o maratone del vino attraggono un pubblico giovane e urbano, che associa il vino a benessere, socialità e stile di vita attivo, più che a un consumo puramente edonistico.

 

L’indagine condotta da Roberta Garibaldi mostra che la partecipazione alle visite dei luoghi di produzione (cantine, caseifici, birrifici) coinvolge oggi circa il 48 % dei turisti tedeschi, segno di un crescente interesse verso la filiera produttiva come esperienza didattica e di autenticità. Secondo la stessa indagine, il 39 % dei turisti tedeschi prenota esperienze direttamente in loco, più di qualsiasi altro mercato europeo. Questo conferma un approccio flessibile, in cui il consumo enogastronomico è parte del viaggio, non il suo fine programmato.

 

Questa ibridazione della domanda ha trasformato il turismo del vino tedesco da una nicchia esperienziale a un sistema diffuso, con effetti economici e occupazionali distribuiti su tutto il territorio. Uno studio del 2019, condotto dalla Geisenheim University per conto dell’Istituto Tedesco per il Vino (DWI), ha stimato che negli anni precedenti nelle regioni vinicole tedesche si è registrato (ogni anno) un flusso complessivo di circa 50 milioni di visitatori (in tutte le forme) e un indotto stimato in oltre 30 miliardi di euro di fatturato totale per il turismo nelle zone vinicole.

 

Le destinazioni turistiche di queste regioni non si limitano più a intercettare gli appassionati, ma coinvolgono nuovi pubblici: residenti, visitatori di prossimità, turisti urbani attratti da wine bar e spazi esperienziali, fino ai viaggiatori digitali che partecipano a degustazioni o tour virtuali.

 

In sintesi, la Germania dispone oggi di una domanda a due velocità ma fortemente complementare:

  • un segmento «core», limitato ma ad elevata capacità di spesa;
  • e una domanda allargata, giovane, trasversale e sempre più integrata con gastronomia, natura e outdoor.

 

Come evidenzia il Global Wine Tourism Report 2025 della Hochschule Geisenheim University — che confronta dati di centinaia di cantine in diversi Paesi — la Germania è oggi tra le realtà europee più avanzate nell’evoluzione del turismo rurale, passato da settore tradizionale a ecosistema innovativo. L’innovazione non è solo tecnologica, ma anche sociale ed esperienziale: nasce da reti locali, si manifesta nell’integrazione tra gusto, natura e cultura, e si consolida attraverso una governance cooperativa e digitalmente matura.

 

Le aree rurali tedesche rappresentano oggi uno dei laboratori più evoluti d’Europa nel turismo esperienziale. Qui il turismo non è un’attività accessoria all’agricoltura, ma parte di un modello territoriale integrato che unisce produzione, sostenibilità e innovazione dei servizi, generando valore economico e coesione locale.

 

llgäuer Käsestraße – La Strada del Formaggio dell’Algovia (Baviera meridionale)

 

Nel sud-ovest della Baviera, vicino al Lago di Costanza e al confine con l’Austria, l’Algovia (Allgäu) è una delle regioni più verdi e agricole della Germania. Qui non c’è solo il classico turismo di montagna invernale ed estivo. La zona è considerata un esempio di punta di turismo rurale, dove il cibo diventa il filo conduttore dell’esperienza.

 

Dal 1997, l’associazione Allgäuer Käsestraße e.V. collega in rete piccoli caseifici, fattorie, comuni e ristoratori lungo un itinerario di oltre 200 km. Il percorso attraversa vallate, pascoli e villaggi collegando 14 «sennerei» (latterie cooperative artigianali) visitabili, dove si può assistere alla lavorazione del latte di fieno e acquistare prodotti direttamente dai produttori. Molti turisti scelgono di percorrerla in bici o a piedi grazie ai sette itinerari «bike & cheese», che uniscono gastronomia e movimento lento. A Lindenberg, a fine agosto, si tiene il vivace Käse– & Gourmetfest, festival del formaggio che richiama produttori da tutta l’area alpina.

 

Questa è una delle prime regioni dove si afferma lo Schaukäsen — cioè, la pratica di mostrare dal vivo come si produce il formaggio —tra la fine degli anni ’80 e i primi anni ’90, quando le prime Sennereien alpine cominciano ad aprirsi ai visitatori per integrare il reddito agricolo con attività turistiche. In quel periodo molte piccole cooperative di montagna rischiavano di chiudere per concorrenza industriale e calo dei prezzi del latte.

 

Alcune di loro, soprattutto in Algovia (Allgäu) e Vorarlberg (Austria), iniziarono a sperimentare “giornate porte aperte” per turisti curiosi di scoprire la lavorazione del formaggio tradizionale. Da lì nacque il Schaukäsen, inizialmente come evento didattico stagionale e poi, negli anni 2000, come attività stabile di turismo esperienziale. Oggi molte Sennereien del Westallgäu e di altre zone alpine dispongono di spazi vetrati o piccoli laboratori visitabili dove il casaro lavora davanti al pubblico. Alcune propongono anche mini-corsi di produzione in giornata, con attestato o degustazione finale.

 

La Strada del Formaggio ha rafforzato la capacità attrattiva turistica del Westallgäu, la parte occidentale della regione. In questo modo si è allungata la stagione turistica, perché ci sono offerte specifiche in primavera, a fine estate e in autunno. Dal punto di vista economico, la rete ha favorito una piccola economia locale: oggi 13 cooperative casearie (Sennereien) e numerose piccole aziende agricole riescono a mantenere vive le loro tradizioni produttive grazie alla produzione e alla vendita diretta ai turisti lungo la Käsestraße.

 

L’iniziativa ha ottenuto il riconoscimento di «Genussregion Allgäu» (Regione del Gusto) dal Land Baviera ed è considerata un modello di turismo rurale sostenibile. Tutti i caseifici usano latte di mucche al pascolo, alimentazione senza OGM e pratiche di allevamento rispettose dell’ambiente.

 

Deutsche Weinstraße – La Strada del Vino del Palatinato (Renania-Palatinato, Germania sud-occidentale)

 

A un’ora da Strasburgo, lungo il margine occidentale del Reno, si estende il Palatinato (Pfalz), una terra di colline, mandorli in fiore e vigneti a perdita d’occhio. È una delle regioni vitivinicole più storiche della Germania. La più “italiana” per clima e stile di vita. Qui nasce, nel 1935, la Deutsche Weinstraße – la prima strada del vino del mondo – un percorso di 85 km tra piccoli borghi, castelli e cantine, che da allora è diventato un classico dell’enoturismo europeo.

 

La Strada del Vino è gestita da Pfalz.Touristik e.V., una rete che riunisce cantine, comuni, ristoratori e operatori turistici. Ogni paese lungo la strada organizza la propria festa del vino: se ne contano più di 200 all’anno! La più celebre è il Bad Dürkheimer Wurstmarkt, considerato il più grande festival del vino al mondo, con circa 600.000 visitatori ogni settembre. Tuttavia, la regione è nota per esperienze più tranquille come degustazioni guidate, passeggiate tra i vigneti sul sentiero Pfälzer Weinsteig, o soggiorni «beim Winzer» – dormendo direttamente nelle aziende vinicole. Negli ultimi anni la regione ha investito in mobilità dolce. A parte le strade ciclabili tradizionali (una cosa molto comune in Germania), qui è stato realizzato un percorso ciclabile di 80 km completamente attrezzato per essere accessibile a tutti.

 

Dal 2020 la Deutsche Weinstraße è certificata «Nachhaltiges Reiseziel» (Destinazione di Turistica Sostenibile) dal Deutscher Tourismusverband (DTV), a riconoscimento dell’impegno condiviso da produttori e istituzioni nel promuovere un turismo rispettoso dell’ambiente e delle comunità locali. È una delle poche aree europee in cui il turismo del vino è anche turismo di massa, senza perdere autenticità: la grande scala convive con esperienze individuali (degustazioni, soggiorni presso i vignaioli, percorsi in bici o a piedi).

 

Questa strada del vino è un caso e modello per molte ragioni, alcune non sempre replicabili. Partiamo da queste, riassumibili nella parola location. Il Palatinato è vicino alla Francia (Alsazia) e ben collegata con grandi città come Francoforte, Stoccarda e Strasburgo. Questo ne fa un «terreno ideale» per sviluppare offerte “sofisticate” per il fine settimana o escursioni giornaliere (wellness hotel, terme, spa con vista sui vigneti).

 

Molti vignaioli seguono corsi regionali per diventare «Weinerlebnisbegleiter» (accompagnatori di esperienze del vino), una professionalità riconosciuta. Pertanto, le cantine lungo la Strada non si limitano a vendere vino e offrire degustazioni: offrono ospitalità integrata — pernottamenti, ristorazione, degustazioni guidate, piccoli eventi musicali o artistici. Secondo alcuni osservatori, molte esperienze di turismo enogastronomico come bike & wine, trekking e musica tra i vigneti sono nate qui.

 

La Deutsche Weinstraße è più di un percorso: è un brand. Con questo non intendo solo il suo aspetto fisico (appare su bottiglie, cartelli stradali, guide, menu e siti web), ma anche quello mentale: è una delle prime “destinazioni” che viene in mente in Germania per questo tipo di vacanze.

 

Intervento tratto dal Rapporto sul Turismo Enogastronomico Italiano 2025.