In un mercato turistico globale sempre più competitivo, orientato alla ricerca di esperienze autentiche e memorabili, la gastronomia si è affermata come fattore strategico chiave. Il turismo gastronomico in Spagna ha superato la semplice degustazione di cibi, diventando un pilastro strategico del settore turistico. Nel 2023, secondo un rapporto della società di consulenza KPMG, la spesa dei turisti internazionali in gastronomia ha superato i 17,232 miliardi di euro, con un incremento del 24% rispetto al periodo pre-pandemia. Questa crescita non è casuale, ma il risultato di un’evoluzione guidata da tendenze chiare che stanno ridefinendo ciò che i viaggiatori cercano e apprezzano.
Il turismo gastronomico si sta inoltre consolidando come opzione significativa anche per i viaggiatori spagnoli, sebbene venga generalmente preferito come meta secondaria, secondo il rapporto CIS 2025.
- La gastronomia è un fattore chiave nella scelta della destinazione: Sebbene il “turismo sole e mare” rimanga l’opzione più apprezzata (34,9%), il “turismo gastronomico” è la scelta più popolare come seconda preferenza di viaggio, selezionata dal 19,8% degli intervistati. In totale, il 26,6% degli spagnoli la indica come prima o seconda opzione, superando il turismo rurale o naturalistico nella preferenza combinata. Ciò dimostra che, pur non essendo sempre il motore principale, l’offerta gastronomica rappresenta un fattore decisivo per gran parte della popolazione nella pianificazione dei viaggi.
- Mangiare fuori è un’attività centrale durante le vacanze: Il comportamento degli spagnoli durante i loro viaggi rafforza l’importanza della gastronomia.
Quasi la metà degli intervistati (47,3%) pranza o cena in ristoranti più di tre volte a settimana o “sempre” durante le vacanze. Se si includono coloro che lo fanno “due o tre volte a settimana” (27,0%), la cifra sale al 74,3%. Questo indica che mangiare fuori non è un evento occasionale, ma un’attività integrata e fondamentale nell’esperienza delle vacanze.
- La gastronomia è apprezzata per piacere, socializzazione e cultura: Il rapporto evidenzia gli aspetti della gastronomia più valorizzati dagli spagnoli, spiegandone l’importanza nel contesto del tempo libero e del viaggio:
- Il piacere del gusto: considerato “molto” o “abbastanza” importante dall’85,8% degli intervistati.
- Relazioni sociali: l’85,6% valuta le interazioni sociali che accompagnano la gastronomia come “molto” o “abbastanza” importanti.
- Cultura gastronomica: l’identificazione con la propria cultura gastronomica è “molto” o “abbastanza” importante per il 79,9%.
LE LEVE CHE GUIDANO IL TURISMO GASTRONOMICO IN SPAGNA
Investimento pubblico come acceleratore dell’eccellenza gastronomica
Una delle leve più potenti che guidano la sofisticazione del turismo gastronomico in Spagna è, senza dubbio, l’impegno strategico delle amministrazioni pubbliche. Attraverso i fondi Next Generation EU, sono stati articolati due programmi principali: i Piani di Sostenibilità Turistica delle Destinazioni e il programma Experiencias Turismo España. Lontani dall’essere aiuti generici, questi piani finanziano progetti molto specifici che stanno trasformando l’offerta gastronomica. Ad esempio, in regioni come La Rioja o la Galizia, vengono creati “Paesaggi Gastronomici” che integrano percorsi enoturistici con visite a produttori locali di formaggi o conserve, il tutto sotto l’ombrello della digitalizzazione e della sostenibilità. Allo stesso modo, il progetto Segittur MISEA lavora per valorizzare il valore turistico dei produttori agroalimentari in diverse aree del Paese.
Il Piano Nazionale per il Turismo Gastronomico: la roadmap
Nel 2022, il Governo spagnolo, attraverso la Segreteria di Stato per il Turismo e in collaborazione con Tourspain, ha lanciato il Piano Nazionale per il Turismo Gastronomico. Questo documento non è una semplice dichiarazione d’intenti, ma una roadmap precisa con un obiettivo chiaro: consolidare la Spagna come leader mondiale indiscusso in questo settore. Il piano si basa su pilastri ben definiti, come la promozione della sostenibilità, la digitalizzazione e lo sviluppo di esperienze autentiche ad alto valore aggiunto.
Include anche azioni molto specifiche di promozione internazionale, come l’organizzazione di viaggi di familiarizzazione per influencer e giornalisti specializzati in turismo basato su nuovi prodotti, come l’enoturismo o il turismo dell’olio d’oliva, e il supporto alle candidature per eventi gastronomici di livello mondiale nel Paese. Di pari passo, quasi tutte le Comunità Autonome spagnole hanno i propri piani strategici per lo sviluppo del turismo gastronomico, alcune delle quali hanno già aggiornato strategie sviluppate anni fa.
Catalogna 2025: un laboratorio di innovazione come Regione Mondiale della Gastronomia
La designazione della Catalogna come Regione Mondiale della Gastronomia per il 2025 è molto più di un riconoscimento onorario; è un catalizzatore che trasformerà la regione in un laboratorio di innovazione gastronomica su scala globale. Sotto lo slogan “Som Gastronomia” (Siamo Gastronomia), il progetto si concentra sulla connessione tra cucina, cultura, sostenibilità e paesaggio. Questa distinzione obbliga anche la regione a essere un esempio nelle pratiche sostenibili, nell’economia circolare e nella lotta allo spreco alimentare, aprendo la strada ad altre destinazioni.
Il turismo gastronomico nel contesto delle esperienze turistiche
I dati del recente rapporto Mabrian, “Analisi dell’offerta e della domanda di attività ed esperienze in Spagna”, presentato alla V Convention Turespaña, offrono un quadro dettagliato delle esperienze turistiche commercializzate attraverso i principali canali online in Spagna (Civitatis e GetYourGuide) durante i mesi estivi del 2025. I dati rivelano che il turismo gastronomico rappresenta il 12,4% dell’offerta totale di attività ed esperienze disponibili nel Paese. Questo scenario, lungi dall’essere una debolezza, indica una significativa opportunità di crescita e specializzazione. Pur essendo l’offerta culturale molto densa, la gastronomia ha ampio margine per rafforzare la propria posizione e catturare una domanda che, come vedremo, valorizza altamente le nostre proposte.
Sfide strutturali: inflazione e crisi dei talenti
Nonostante il momento d’oro che il settore sta vivendo, ci sono due grandi sfide strutturali che ne segnano lo sviluppo: l’inflazione e la carenza di personale qualificato. L’aumento dei prezzi delle materie prime e dell’energia ha rappresentato una sfida significativa per l’ospitalità.
Molti ristoranti, in particolare le casas de comidas (osterie tradizionali) e gli esercizi con menús del día (menu fissi a pranzo), hanno dovuto compiere un complicato equilibrio per non trasferire l’intero costo sul cliente finale e perdere competitività. Questo ha stimolato l’ingegno, promuovendo una cucina più sofisticata “zero waste” e una gestione degli acquisti molto più rigorosa.
D’altra parte, la difficoltà nel reperire e trattenere talenti rappresenta forse la sfida più profonda. Non si tratta più solo di trovare camerieri o cuochi, ma di attrarre professionisti formati con competenze linguistiche e gestionali. In risposta, il settore accelera l’impegno verso la professionalizzazione, offrendo migliori condizioni lavorative, piani di formazione continua e opportunità di carriera. Inoltre, la tecnologia diventa un’alleata per ottimizzare i processi e ridurre la dipendenza da compiti meccanici, permettendo al personale di concentrarsi su ciò che aggiunge davvero valore: il servizio al cliente e la qualità dell’esperienza.
Trend specifici nel turismo del vino (dati del 2024 che anticipano il 2025)
Il rapporto dell’Osservatorio Turistico delle Rutas del Vino di Spagna, pubblicato nell’ottobre 2025, mostra un settore in crescita sulla base dei dati del 2024:
- Crescita costante dei visitatori: Il turismo enologico spagnolo mantiene una crescita continua. Durante il 2024, il numero totale di visitatori presso le cantine e i musei associati alle Rutas del Vino di Spagna è stato di 3.036.878, con un aumento del 2,22% rispetto al 2023.
- Incremento dell’impatto economico: L’impatto economico generato esclusivamente dalle visite a cantine e musei ha raggiunto i 112.299.907 € nel 2024, superando i ricavi totali registrati nel 2023 del 9,91%. Si stima che l’impatto economico complessivo del turismo del vino triplicherebbe la cifra registrata presso cantine e musei se si includessero le spese in alloggi, ristoranti e attività.
- Aumento dei visitatori internazionali: L’internazionalizzazione è una tendenza chiave. Nel 2024, il pubblico internazionale ha raggiunto il 25,1% del totale dei visitatori, registrando una crescita significativa del 17,19% rispetto al 2023. Questo aumento del pubblico internazionale è stato accompagnato da una diminuzione, in termini assoluti, del pubblico nazionale.
- La forza della vendemmia (destagionalizzazione): Il turismo del vino contribuisce alla destagionalizzazione del turismo in Spagna. Ottobre si consolida come il mese con il maggior numero di visitatori (335.926 visitatori nel 2024), coincidente con la stagione della vendemmia, che rappresenta una delle principali attrazioni. Anche maggio è stato un mese di alto afflusso (terzo mese più visitato).
- Rutas del Vino più rilevanti (2024): Le Rutas del Vino di Spagna con il maggior numero di visitatori nel 2024 sono state: Ruta del Vino e Brandy del Marco de Jerez (425.652 visitatori); Ruta del Vino Ribera del Duero (381.083 visitatori); Ruta del Vino Penedès (369.170 visitatori).
Altri trend nel settore
La crescita del turismo dell’olio d’oliva: La Spagna, leader mondiale nella produzione di olio d’oliva, sta posizionando il turismo dell’olio d’oliva come il “nuovo turismo del vino“. La tendenza non si limita alla semplice visita di un frantoio, ma punta a far partecipare i visitatori a esperienze premium: degustazioni di oli monovarietali con esperti, passeggiate tra antichi uliveti, colazioni del frantoiano e corsi sulle diverse Denominazioni di Origine Protetta (DOP).
Percorsi tematici di prodotto: Si stanno consolidando specifici “turismi” intorno a prodotti iconici, creando percorsi che strutturano i territori:
- Turismo del formaggio: Percorsi per scoprire formaggi come Manchego, Idiazabal o Cabrales, visitando caseifici artigianali.
- Turismo del prosciutto iberico: Percorsi attraverso le dehesas (pascoli alberati) di Estremadura o Andalusia per scoprire l’allevamento del maiale iberico e il processo di stagionatura del prosciutto.
- Turismo del sidro: In Asturie, la “cultura del sidro” (recentemente dichiarata Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità dall’UNESCO) è diventata un prodotto turistico a sé stante, con visite ai llagares (fabbriche di sidro) e alle espichas (celebrazioni tradizionali). Nel Paese Basco, la stagione delle sidrerie attira ogni anno centinaia di migliaia di visitatori, che vengono per gustare questo prodotto e il menù tradizionale.
La tensione tra “gastrificazione” e pura autenticità
In Spagna, il successo del turismo gastronomico ha generato un dibattito interno molto specifico sul rischio di “gastrificazione”: la banalizzazione e omogeneizzazione dell’offerta nelle aree a elevato afflusso turistico.
- Rischio di perdita di identità: Nei centri storici e nelle città costiere, è osservabile una sostituzione delle tradizionali tascas, chigres, bochinches, furanchos e locali di ristorazione con franchise e offerte generiche di “tapas per turisti”. Ciò provoca un rifiuto sia da parte dei consumatori locali sia dei turisti più esigenti.
- Ricerca attiva del “non turistico”: Come controtendenza, il turista gastronomico informato del 2025 è diventato un “archeologo dell’autenticità”. Usa la tecnologia non per trovare i luoghi più popolari, ma quelli più genuini: il bar di quartiere non presente nelle guide, la ricetta che solo le nonne del villaggio conoscono, o il produttore che vende direttamente dalla propria azienda agricola.
- Il valore del semplice e genuino: In questo contesto, piatti iconici e semplici come la tortilla de patatas (frittata di patate), la paella o il prosciutto iberico vengono rivalutati come simboli di un’autenticità imprescindibile di fronte a proposte denaturate.
La riscossa del “Menú del Día”: L’autenticità quotidiana come prodotto turistico premium
Il Menú del Día, istituzione sociale e lavorativa in Spagna, viene riscoperto dal turismo gastronomico come veicolo perfetto per accedere all’autenticità culinaria di una regione. Nel 2025, cessa di essere una semplice opzione economica per diventare un prodotto turistico di alto valore. Guide specializzate, blog e percorsi turistici dedicati esclusivamente alla ricerca dei migliori menús del día in una città o regione stanno proliferando.
La riconquista del mercato: La Boquería come simbolo della lotta contro la “gastrificazione”
Sebbene i mercati come centri gastronomici non siano un fenomeno nuovo, la tendenza nel 2025 è la loro trasformazione consapevole in bastioni dell’identità locale contro la pressione turistica. Il Mercato della Boquería a Barcellona è il paradigma di questo movimento: un’icona globale che, di fronte al rischio di diventare un parco a tema, ha avviato un ambizioso piano di “riconquista” per restituirlo ai residenti della città.
In conclusione, possiamo dire che la Spagna compete nel mercato globale del turismo gastronomico da una posizione di forza indiscutibile. La nostra competitività non si basa solo sulla creatività dei nostri chef d’avanguardia, ma sulla solidità di una cultura culinaria diversificata, sull’eccezionale qualità dei nostri prodotti e su un’offerta che, dalla tapa più umile al menù degustazione più sofisticato, genera una soddisfazione senza pari. La sfida ora è sapere come articolare e comunicare questo immenso capitale per attrarre un turismo di alto valore che cerchi proprio ciò che sappiamo offrire al meglio: autenticità, eccellenza e un’esperienza indimenticabile a tavola.
Intervento tratto dal Rapporto sul Turismo Enogastronomico Italiano 2025.

