Il Turismo Gastronomico in Portogallo: futurismo o futilità? | Carlos Fernandes – IPVC – Instituto Politécnico de Viana de Castelo & Óscar Gomes Cabral, Basque Culinary Center, Faculty of Gastronomic Sciences, University of Mondragón

Lo sviluppo del turismo gastronomico in Portogallo è stato, da un punto di vista strategico, una priorità riflessa in diversi piani strategici nazionali e regionali per il turismo, sebbene con gradi di enfasi variabili.

 

Il ruolo strategico della gastronomia nel turismo portoghese

 

Dopo un periodo storico in cui la gastronomia era associata principalmente alle attività di svago o intrattenimento per turisti, Turismo de Portugal (l’Autorità Nazionale del Turismo, sotto la supervisione del Ministero dell’Economia e della Coesione Territoriale, responsabile dello sviluppo strategico delle politiche pubbliche per il turismo) ha creato e attribuito al prodotto turistico “Gastronomia e Vini” il ruolo di elemento qualificante dell’offerta turistica del Paese, riconoscendone al contempo l’importanza strategica.

 

In linea con la crescita generale del turismo in Portogallo, nel 2006 è stato approvato il Piano Strategico Nazionale per il Turismo (PENT), entrato in vigore nel 2007. A quel tempo, il prodotto “Gastronomia e Vini” vantava già almeno undici anni di attività istituzionale di natura turistica, attraversando diversi governi e programmi politici. Le sue origini risalgono alla preparazione dell’Anno Nazionale del Turismo (1996–1997). Il progetto iniziale, intitolato “La gastronomia come patrimonio nazionale”, mirava ad aumentare il peso economico della gastronomia nel settore turistico e a rafforzare l’orgoglio nazionale, sensibilizzando l’opinione pubblica portoghese sul valore aggiunto della propria cucina. Nel tempo, tuttavia, il progetto si evolse in “La gastronomia come patrimonio culturale” e finì per perdere slancio.

 

La Risoluzione n. 96/2000 del 26 luglio istituì un quadro che riconosceva l’importanza della gastronomia e creava un nuovo organismo per promuoverla e diffonderla: la Commissione Nazionale di Gastronomia.

 

Contrariamente a quanto affermato in diverse occasioni – in particolare nel 2025, durante le celebrazioni del 25º anniversario della Risoluzione e del presunto riconoscimento della gastronomia come elemento del patrimonio culturale immateriale del Portogallo – la gastronomia portoghese non è mai stata formalmente classificata come patrimonio immateriale, a causa dell’anacronismo terminologico dell’epoca e dell’assenza di un quadro giuridico adeguato.

 

Pertanto, la Risoluzione e la Commissione istituita – operante all’interno della struttura istituzionale del turismo e dipendente dalla Direzione Generale del Turismo, che ne presiedeva le attività – servirono principalmente ad affermare in modo “soft” il ruolo della gastronomia nel turismo in Portogallo. A causa di vari vincoli interni (umani, amministrativi e finanziari) e di fattori esterni (soprattutto politici e finanziari), la Commissione Nazionale di Gastronomia finì per scomparire gradualmente dalla scena politica tra il 2003 e il 2006.

 

Nel processo di elaborazione del PENT, l’inclusione del prodotto “Gastronomia e Vini” derivò da un concetto nuovo, non direttamente legato al lavoro svolto dalla precedente Commissione.

 

Sebbene il concetto di gastronomia possa includere tutto ciò che si consuma a tavola (e quindi naturalmente anche il vino), i pianificatori decisero di fondere i due elementi in un unico prodotto composito, denominato “Gastronomia e Vino”, con l’intenzione esplicita di sviluppare il turismo del vino (enoturismo) — un orientamento che sarebbe rimasto costante nel tempo.

 

Nel 2006 si ritenne inoltre necessario “rafforzare il concetto di ricchezza della gastronomia portoghese attraverso la creazione di piatti di riferimento”. Attraverso un processo di benchmarking con la Spagna, che secondo il PENT possedeva “un’identità gastronomica più forte“, il Portogallo decise di concentrarsi sulle regioni turistiche di Porto e Nord, Alentejo e Centro, dove si trovavano alcuni dei principali attrattori turistici, come la Valle del Douro, patrimonio mondiale dell’UNESCO. Tra le attività prioritarie figuravano esperienze di intrattenimento turistico come degustazioni, assaggi di vini e corsi di cucina ed enologia. Il Piano prevedeva inoltre che, al termine del periodo, il prodotto “Gastronomia e Vini” diventasse un prodotto turistico primario per il Paese, con l’obiettivo di attrarre chef con formazione internazionale e promuovere la conoscenza dei piatti tipici portoghesi tra i turisti.

 

Tra gli obiettivi strategici figuravano anche lo sviluppo di Scuole di Turismo e Ospitalità di livello internazionale e la promozione di chef e ristoranti d’eccellenza.

 

Su queste basi fu sviluppato il programma “Prove Portugal” (Taste Portugal), attivo fino circa al 2012. Coordinato dall’Accademia Portoghese di Gastronomia, comprendeva la promozione degli chef nazionali, la definizione di piatti di riferimento e il rafforzamento dell’idea che il Portogallo possedesse “il miglior pesce del mondo“.

 

Con la continua crescita del turismo, fu necessario rivedere il PENT per il periodo 2013–2015 (PENT-R). In questa fase, il prodotto “Gastronomia e Vini” assunse un ruolo definito nella promozione della “ricchezza e qualità della gastronomia e dei vini come complemento dell’esperienza turistica“. Tuttavia, il valore aggiunto della gastronomia veniva riconosciuto in diverse dimensioni: “la varietà e la ricchezza della gastronomia nazionale, classificata come bene culturale immateriale del patrimonio portoghese; la qualità e diversità dei vini, alcuni unici del Portogallo (Porto e Madeira); la rinomata pasticceria tradizionale e conventuale; la qualità del pesce e dei frutti di mare; la crescente professionalizzazione degli chef; e la presenza di marchi forti (cataplana, pastel de nata, ‘il miglior pesce del mondo’, vini di Porto e Madeira, chef portoghesi)”.

 

In questo senso, il PENT-R consolidava l’eredità del programma “Prove Portugal”.

 

Dopo la conclusione del PENT nel 2015, il nuovo documento di riferimento per la politica turistica divenne la Strategia del Turismo 2027, pubblicata nel 2017 con orizzonte decennale. Elaborata attraverso un processo di consultazione pubblica, questa strategia semplificò il prodotto “Gastronomia e Vini” in quattro concetti chiave:

  1. “La gastronomia tradizionale è presente in tutto il Paese”;
  2. “Il Portogallo è tra i Paesi con il miglior pesce del mondo”;
  3. “Dispone di chef di fama internazionale e di diversi ristoranti stellati Michelin”;
  4. “I riconoscimenti ottenuti dai vini portoghesi collocano il Paese tra i migliori al mondo, fungendo da biglietto da visita per lo sviluppo dell’enoturismo”.

 

Mentre il PENT si basava su obiettivi misurabili e indicatori, la Strategia 2027 adottò un modello fondato su enunciati e slogan promozionali. Le azioni previste per promuovere il prodotto “Gastronomia e Vini” si limitarono a “iniziative di valorizzazione dei prodotti endogeni regionali, in particolare nell’ambito dell’asset strategico Gastronomia & Vini”, e alla creazione di Open Kitchen Labs nelle Scuole di Turismo e Ospitalità della rete di Turismo de Portugal.

 

Nella pratica, dall’approvazione della Strategia 2027 a oggi, si è osservata una mancanza di coerenza e coordinamento tra le iniziative, senza una linea guida chiara, né a livello accademico né operativo.

 

Nel 2019 fu approvato il Piano d’Azione per l’Enoturismo 2019–2021, che tuttavia – anche a causa della pandemia – si concretizzò solo in modeste attività promozionali a fiere ed eventi. Parallelamente, il numero di stelle Michelin in Portogallo crebbe sensibilmente, soprattutto dopo il 2021, anno in cui il Paese iniziò anche a ospitare la Gala Michelin.

 

Nacquero inoltre altre iniziative, come la Rete dei Ristoranti Portoghesi all’Estero e il “Project Tasca” (pensato come controparte dei ristoranti tradizionali di Spagna, Italia o Francia), sviluppato in collaborazione con l’Associazione Portoghese di Hotel, Ristoranti e Stabilimenti Simili (AHRESP), che portò alla creazione di due siti web dedicati.

 

Dal punto di vista delle politiche pubbliche e di Turismo de Portugal, si può affermare che la semplificazione e il sostegno alle attività legate alla gastronomia si siano concentrate prevalentemente su chef e ristoranti stellati Michelin. Ciò è testimoniato dai 650.000 euro di sussidi pubblici concessi a Michelin España y Portugal tra il 2022 e il 2024 e da oltre 500.000 euro di contributi diretti alla società organizzatrice del festival “Chefs on Fire” nel 2024. Tuttavia, gli impatti, i risultati e i ritorni economici e culturali di questi investimenti – sia a livello nazionale che locale – restano sconosciuti, aggravati dal fatto che, dal punto di vista statistico, la principale piattaforma dati turistica del Paese (travelBI) non include metriche specifiche sul turismo gastronomico.

 

Sebbene non esistano ancora politiche pubbliche che concretizzino la prima premessa della Strategia 2027, va riconosciuto il lavoro di base svolto dalle Entità Regionali del Turismo, in particolare Porto e Nord e Turismo do Centro, nel sostenere direttamente iniziative che celebrano gastronomia e vino attraverso eventi regionali e il movimento delle Confraternite.

 

Guardando al futuro, è in corso il processo di consultazione pubblica per la Strategia del Turismo 2035, che guiderà il settore dal 2027 al 2035, succedendo alla Strategia 2027 come principale quadro di riferimento per il turismo portoghese.

 

Dato il crescente grado di maturità del turismo gastronomico in Portogallo – che oggi include rami come l’enoturismo, l’oleoturismo, il turismo della birra e quello confraternale – e la crescente professionalizzazione dei suoi attori, è auspicabile che la nuova strategia promuova maggiore trasparenza nei cicli delle politiche pubbliche e una più ampia partecipazione degli stakeholder nel processo di consultazione, che durerà fino al 2026.

 

Rispetto ai piani precedenti, sarebbe altamente desiderabile un nuovo programma operativo per la promozione della gastronomia portoghese, capace di contrastare la progressiva marginalizzazione che il prodotto “Gastronomia e Vini” ha subito dal 2007 in poi nei successivi piani strategici per il turismo.

 

Tale programma dovrebbe basarsi su relazioni interistituzionali e concentrarsi non solo sull’utilità turistica della gastronomia, ma anche sui suoi valori culturali, sociali e paesaggistici, riconoscendo il ruolo essenziale che oggi educazione e formazione in gastronomia ed enologia rivestono in Portogallo.

 

Questo è essenziale.

 

Intervento tratto dal Rapporto sul Turismo Enogastronomico Italiano 2025.