Intelligenza artificiale nel turismo enogastronomico: opportunità e sfide, di Giulia Eremita

Introduzione

Nel panorama del turismo enogastronomico, settore radicato nella tradizione e nelle relazioni umane, l’intelligenza artificiale nel turismo enogastronomico si sta affacciando con un approccio graduale. Non si tratta di una rivoluzione immediata, ma di una transizione che apre nuove opportunità in termini di efficienza, marketing e personalizzazione, pur mantenendo centrale il ruolo insostituibile dell’esperienza umana.

Le aree chiave di applicazione dell’AI

Durante i Dialoghi del turismo enogastronomico con Roberta Garibaldi sono emerse quattro aree principali in cui l’AI può innovare il settore:

  • Personalizzazione dei servizi, basata su analisi dei dati e comportamenti digitali.

  • Ottimizzazione operativa, con CRM e previsioni di domanda.

  • Intrattenimento e customer care, attraverso assistenti virtuali e robotica.

  • Marketing digitale, con creazione di contenuti e gestione delle recensioni.

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Casi concreti: piattaforme e robotica

Un esempio è Divinea, che con la sua Wine Suite ha introdotto funzioni di revenue management per le cantine, permettendo strategie di pricing dinamico. Sul lato utente, il portale sta sviluppando itinerari personalizzati grazie al machine learning.

Nel mondo dell’ospitalità, i robot sono sempre più presenti: dalle cucine al room service, come nel caso di UNAHOTELS. Secondo il report Robotics in Hospitality 2024 di Keenon Robotics, il 75% dei robot impiegati lavora nella consegna interna e il 58% delle aziende prevede un’adozione crescente nei prossimi cinque anni.

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Competenze e nuovi profili professionali

L’integrazione dell’AI richiede nuove competenze. Come sottolinea Federica Neri di Triple7, servono figure capaci di “formare” le macchine e tradurre i bisogni dei clienti. Tra le competenze più richieste:

  • machine learning,

  • data analysis,

  • gestione del cambiamento,

  • leadership e creatività.

Il rapporto Intelligenza Artificiale e Lavoro (YouTrend/Quorum, 2024) conferma che la tecnologia sostituirà compiti operativi, ma non la capacità di innovazione e pensiero strategico umano.

AI e marketing enogastronomico

Molte imprese usano già l’AI per creare menù, piani editoriali o rispondere alle recensioni. Tuttavia, i contenuti generati rischiano di risultare standardizzati. Giovanbattista Califano (Università di Napoli Federico II) sottolinea come le immagini di cibo create dall’AI influenzino i consumatori, ma spesso risultino stereotipate e “fake”, con un impatto etico e sociale da non sottovalutare.

Nuove esperienze per gli ospiti

Anche l’esperienza in cantina e ristorante viene arricchita. A Vinitaly 2024 è stato presentato Redi, sommelier virtuale sviluppato per Tua Rita, capace di consigliare abbinamenti grazie a sensoristica e motion capture. Strumenti come chatbot e digital twin stanno evolvendo verso un ruolo di connettore unico tra ospite e azienda, integrando prenotazioni, assistenza e customer care.

Conclusione

L’intelligenza artificiale nel turismo enogastronomico non sostituirà il valore umano, ma ne diventerà un supporto fondamentale. Il futuro richiede un equilibrio tra tecnologia e autenticità, in cui la creatività e la relazione personale restano gli elementi distintivi dell’ospitalità di qualità. Le imprese che sapranno integrare AI e competenze umane avranno un reale vantaggio competitivo