Birra e Turismo | Eugenio Signoroni – Slow Food Planet

Profilo dell’autore:

birra e turismo, Eugenio signoroni

Bresciano di nascita, piemontese di adozione. Classe 1983. Per colpa di una nonna troppo brava a cucinare sogna di fare il cuoco e invece finisce all’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo. Dal 2010 cura la Guida alle birre d’Italia e Osterie d’Italia di Slow Food Editore e, dal 2014, è responsabile di Slow Food Planet, app che racconta come vivere Slow in ogni parte del mondo.

 

Oltre le città: il fascino dei birrifici nei piccoli borghi

Uno degli aspetti più evidenti per chi si occupa di birra artigianale italiana è che la stragrande maggioranza delle aziende si trovano fuori dai principali centri abitati, in luoghi che, sebbene sconosciuti ai più, si distinguono per la bellezza del paesaggio, la presenza di monumenti, o di tradizioni gastronomiche di valore. È per questo che la birra artigianale, in questi trent’anni, da semplice realtà produttiva è diventata anche un importante driver per il turismo.

Birra e turismo si intrecciano così in un percorso che invita a viaggiare alla scoperta delle produzioni artigianali, offrendo l’occasione di esplorare territori altrimenti esclusi dai circuiti turistici classici.

I birrifici come destinazione turistica

I birrifici – e spesso anche i locali che servono birra – sono diventati un motivo per muoversi, contribuendo alla rinascita di borghi, o al recupero di strutture abbandonate.

Un esempio emblematico è Baladin, a Piozzo, piccolo borgo delle Langhe. È stata la prima realtà italiana a progettare un impianto produttivo con un vero e proprio percorso turistico, con passerelle sopraelevate, pannelli, video e esperienze sensoriali. Durante la visita si possono toccare e annusare le materie prime, scoprendo come nasce la birra artigianale.

Nel 2024, circa 8.000 persone ogni domenica visitano Baladin, anche per ascoltare Teo Musso, fondatore e anima del birrificio. Questo dimostra quanto birra e turismo possano contribuire alla valorizzazione del territorio.

L’esempio dell’Umbria e il ruolo delle materie prime

Non solo Piemonte. In Umbria, i Mastri Birrai Umbri a Gualdo Cattaneo propongono visite guidate da 45 minuti a 3 ore, mostrando anche la produzione del malto, la materia prima della birra. Accanto al birrificio si trova uno dei più grandi maltifici italiani: una sorpresa per molti turisti che tornano con nuove conoscenze e consapevolezze sull’impatto economico e agricolo del settore.

Eventi tra natura, cultura e birra

Molto significativa anche l’iniziativa «Luppoleti Aperti», giunta alla seconda edizione nel 2024. In piena estate, coinvolge coltivatori di luppolo in tutta Italia. Tra picnic, degustazioni e passeggiate, i visitatori imparano cosa c’è dietro una birra, scoprendo anche altri prodotti tipici e aspetti culturali del territorio.

Questa è un’altra chiara dimostrazione di come birra e turismo vadano oggi a braccetto, contribuendo a riscoprire tradizioni agricole, a valorizzare risorse locali, e a creare nuove esperienze di viaggio.

Rinascita dei territori attraverso la birra

La birra artigianale è oggi tra i principali fattori di notorietà e rinascita di alcuni luoghi. A Montegioco, in Val Grue, il birrificio omonimo ha rilanciato la zona valorizzando frutti locali come pesche di Volpedo e ciliegie di Garbagna, attirando visitatori anche grazie a eventi legati alla birra, alla gastronomia e ai paesaggi.

Un altro esempio è Antagonisti, beer firm che ha riattivato il borgo di Melle (Cuneo) con un chiosco, un pub-bistrot e un ostello ricavato da una ex scuola elementare.

Il caso dell’Arrogant Pub e la promozione dell’Appennino

Da Reggio Emilia, l’Arrogant Pub si è fatto notare come uno dei migliori locali birrari d’Europa. Ma la sua missione oggi va oltre: promuove l’Appennino emiliano e valorizza luoghi dimenticati come i metati, antiche strutture per l’essiccazione delle castagne.

Anche in questo caso, è evidente come il legame tra birra e turismo possa fungere da catalizzatore per la riscoperta di patrimoni culturali e naturali, offrendo nuove vie di sviluppo sostenibile.

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